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Ad un anno e mezzo dall’entrata di Malta nell’Unione europea, nonostante le difficoltà che questa sta attraversando, si riduce molto la netta divisione dell’opinione pubblica a proposito di tale ingresso e sembra ormai un lontano ricordo, tanto che il Paese appare più unito nell’affrontare le sfide dell’appartenenza all’Unione a 25. Da un’indagine svolta da Eurobarometer tra ottobre e novembre 2005, e pubblicata nello scorso mese di dicembre, emerge che, secondo il 55% dei maltesi, l’isola ha tratto giovamento dall’entrata nell’Ue. Il 45% ha espresso un’immagine positiva dell’Unione, mentre il 19% ne ha fornito una negativa. La massima fiducia è andata al Parlamento europeo (il 63%), mentre il 60% ha espresso fiducia nella Commissione. Nel luglio 2005 il Parlamento maltese ha ratificato all’unanimità il Trattato costituzionale dell’Ue, e la maggioranza dei maltesi si è detta d’accordo sul fatto che la Costituzione renderà l’Unione più democratica, più efficiente, più trasparente, più forte a livello internazionale, più competitiva economicamente e più orientata al sociale. ” “Eppure l’Europa sta attraversando un periodo difficile, in particolare proprio per quanto riguarda l’impasse del Trattato costituzionale. La molteplicità di idee sul futuro dell’Europa riflette la ricca diversità culturale presente all’interno degli Stati membri, che dovrebbe essere vista più come punto di forza che di debolezza. È nel momento in cui si riconosce e si accetta di non essere uguali che è possibile far leva su ciò che, d’altro canto, è comune a tutti noi in qualità di europei. Tra questi fattori vi è il comune retaggio cristiano. Tutti i cristiani d’Europa dovrebbero sforzarsi per cercare di riportare nelle menti e nei cuori dei cittadini, compresi i loro leader, il grande contributo che il cristianesimo ha offerto al passato del continente, nel dar forma al suo presente e nell’affrontare il futuro con coraggio e fiducia. ” “Ma quali sono le aspettative dei maltesi nei confronti dell’Unione europea? Principalmente due: una politica comune di sicurezza e difesa, e un maggiore coinvolgimento dei cittadini Ue negli affari europei. Soltanto il 24% dei maltesi ritiene di esserlo, secondo una quota che è inferiore alla media dell’Unione, pari al 26% (24% per i nuovi Stati membri). La vasta maggioranza dei cittadini dell’isola concorda sul fatto che ad impegnarsi di più per un maggiore coinvolgimento dei cittadini dell’Unione Europea dovrebbero essere le istituzioni europee (84%), il governo maltese (90%) e i governi locali (89%). “”