MIGRAZIONE" "

Costruire insieme” “

Gli appelli delle Chiese europee a favore di migranti e rifugiati” “

Appelli alla solidarietà tra le nazioni, alla responsabilità, al rispetto della dignità della persona migrante: sono alcune delle posizioni espresse dalle Chiese dei Paesi europei che si affacciano sul Mediterraneo in occasione della 92ª Giornata mondiale del migrante e del rifugiato che si è celebrata in tutto il mondo domenica 15 gennaio. A partire da quest’anno la Santa Sede ha chiesto che tutte le Chiese del mondo la celebrino nello stesso giorno, la terza domenica di gennaio. Finora era stata celebrata a livello nazionale, in periodi diversi. SPAGNA, STARE AL PASSO DELLE NECESSITÀ. Tre milioni e mezzo di immigrati regolari in Spagna, circa l’8,4% del totale della popolazione. Anche la Spagna, come altri Paesi europei, si è trasformata negli ultimi anni da Paese d’emigrazione (attualmente circa un milione di spagnoli vive all’estero) a Paese d’immigrazione. Questo richiede una risposta “differenziata” da parte della Chiesa e la “creazione e il miglioramento dei servizi ecclesiali” e delle strutture civili. È quanto scrivono i vescovi spagnoli – tramite la Commissione episcopale per le migrazioni – nel messaggio intitolato “Insieme costruiamo: il quartiere, la città, il mondo”. In Spagna, ricordano, “non esiste una provincia senza presenza di immigrati”, in maggioranza provenienti da America Latina, Europa dell’Est, Africa ed Asia, con una percentuale che va dall’1,7% al 30% della popolazione. La Chiesa spagnola invita i fedeli “a rispondere in maniera adeguata alle domande degli immigrati e a stare al passo delle loro necessità” e a non considerarli “semplicemente manodopera a buon mercato, ma cittadini con pari dignità e stessi diritti e doveri”. I vescovi esortano ad accogliere i cattolici nelle diverse comunità e ad intrattenere un dialogo interconfessionale e interreligioso, soprattutto con i musulmani, “per difficile che sia”. I vescovi chiedono che l’attenzione pastorale si traduca in “servizi adeguati all’azione sociale e caritativa” e in “mezzi e strutture civili per l’integrazione degli immigrati e delle loro famiglie”. FRANCIA, RICONOSCERE LO STRANIERO COME FRATELLO “Ogni persona è una storia sacra”: è questo il tema scelto dalla Chiesa di Francia per la Giornata mondiale. “Guardare umanamente e nella fede la vita dei migranti – scrive in una lettera il Servizio nazionale per la pastorale dei migranti per spiegare la scelta del tema – significa fare attenzione alle ferite vissute da questi uomini, donne e bambini: diritto di asilo ostacolato da procedure impeditive; legami familiari spezzati dalle difficoltà imposte al ricongiungimento familiare, da arresti e espulsioni fuori delle frontiere; piani di lotta contro l’immigrazione irregolare che seminano la paura” favorendo “il mercato sommerso e il lavoro clandestino”. In un dossier specifico si ricordano fatti di attualità, tra cui gli scontri di Ceuta e Mililla nel Nord del Marocco, le violenze urbane nelle periferie della grandi città francesi, l’intenzione del governo di modificare la legge sull’immigrazione per rafforzare e inasprire i controlli e le procedure per ottenere i permessi di soggiorno. “Di fronte a tali questioni – si legge nel dossier – i cristiani hanno il dovere di dare risposte politiche ma sono chiamati dal Vangelo a riconoscere lo straniero come un fratello”. ITALIA, APPELLO ALLA RESPONSABILITÀ. “Un giorno di festa che chiama tutti alla responsabilità”. Così mons. Lino Bortolo Belotti, presidente della Commissione episcopale per le migrazioni (Cemi) e della Fondazione Migrantes ha spiegato i contenuti della Giornata, che in Italia ha avuto per tema: “Migrazioni, segno dei tempi: cieli e terra nuova il Signore darà”. Ogni anno, la Chiesa italiana sceglie una Regione diverse per le principali celebrazioni. Quest’anno è toccato alla Calabria. In Italia sono oltre 2 milioni e 800mila gli stranieri regolari. mons. Belotti ha parlato anche delle “ombre” che oscurano il mondo delle migrazioni, denunciando il traffico degli esseri umani, la tratta delle donne, spesso minorenni, le carrette del mare che “fanno del Mediterraneo un cimitero di corpi insepolti”. MALTA, “PIÙ SOLIDARIETÀ TRA LE NAZIONI”. La Chiesa di Malta, in occasione della Giornata, ha chiesto soprattutto “solidarietà tra le nazioni” per fronteggiare la sfida delle migrazioni. Questo perché la piccola isola nel Mediterraneo è spesso caratterizzata “da imponenti flussi di migranti che sbarcano lì prima di ripartire per il loro obiettivo ultimo: l’Europa”. Lo ricorda al Sir il portavoce della Conferenza episcopale di Malta, Charles Buttigieg. “Sfortunatamente, anche a Malta – spiega Buttigieg – una piccola parte della popolazione prova a strumentalizzare l’afflusso di immigrati irregolari per i propri fini politici che, a volte, sanno di razzismo”. In ogni caso, precisa, “i maltesi in generale stanno facendo il possibile per assistere gli immigrati con dignità e in accordo con i valori cristiani”.