AUSTRIA" "

Ritorno in famiglia” “

Diminuiscono le apostasie e aumentano i fedeli che ritornano alla Chiesa” “

Una sensibile diminuzione delle apostasie e un aumento del ritorno alla Chiesa: questo il dato confortante proveniente dalla Chiesa cattolica austriaca, che il 10 gennaio scorso ha diffuso le statistiche relative al 2005, suddivise per diocesi. Una tendenza comune più o meno a tutte le comunità parrocchiali austriache, che fa sperare in un nuovo slancio spirituale per la Chiesa dell’Austria. Il teologo viennese Paul Zulehner commenta positivamente i risultati emersi, inserendoli in un più ampio quadro di ritorno alla spiritualità. Tendenze positive. 7.876 apostati in meno – il 15,2% – rispetto al 2004: la diminuzione delle apostasie in Austria è una realtà avvertita da tutte le diocesi, particolarmente nell’arcidiocesi di Vienna, che ha registrato il secondo minimo storico dal 1985, a fronte dell’aumento delle persone riavvicinatesi alla comunità cattolica viennese nell’anno appena concluso: sono 1.300, oltre 700 in più rispetto al 2004. Anche nell’arcidiocesi di Salisburgo, le abiure hanno registrato una diminuzione sensibile (16,3%), con un contemporaneo aumento del ritorno alla Chiesa cattolica (24%). Bilancio positivo anche per la diocesi di Graz-Seckau: il 15,42% in meno di apostasie e un aumento del 19,3% dei fedeli riavvicinatisi alla Chiesa. In Carinzia, circa il 77% della popolazione si riconosce come appartenente alla Chiesa cattolica. Nella diocesi di Linz si registra il 12,18% di apostasie in meno rispetto al 2004 con un lieve aumento delle persone rientrate nelle comunità cattoliche. Il calo delle apostasie è presente anche nella diocesi di Innsbruck e in quella di Feldkirch; particolarmente significativo il calo delle apostasie verificatosi nella diocesi di St.Pölten, recentemente travolta dalle note vicende del seminario; a St.Pölten sono lievemente aumentati anche i fedeli ritornati alla Chiesa. Tendenza di segno opposto nella diocesi di Eisenstadt, in cui si registra un lieve aumento di apostasie rispetto al 2004. C’è posta per te. Il dato più consistente è quello relativo all’arcidiocesi di Vienna, una delle maggiori diocesi europee, comprendente oltre al Land di Vienna, la parte orientale del Land dell’Austria inferiore. Nel 2005, la diminuzione delle apostasie è stata pari ad un terzo del massimo storico registrato nel 1995 con 20.847 abiure. L’andamento viene confermato anche a livello di vicariato cittadino e viene salutato positivamente dal portavoce dell’arcidiocesi, Erich Leitenberger: “Quando un cattolico lascia la comunità è come quando qualcuno abbandona la famiglia”. L’interessamento della comunità cattolica alle motivazioni che portano i fedeli all’abiura è testimoniato dall’iniziativa promossa dal card. Christoph Schönborn, che ha inviato a tutti gli apostati una lettera personale cui è stato allegato un questionario da restituire all’arcidiocesi, in cui vengono indicate le motivazioni dell’abiura. Circa il 20% dei destinatari ha rispedito il questionario debitamente compilato. Alcuni di essi hanno accettato di ricevere un’ulteriore lettera di risposta del cardinale circa le problematiche evidenziate dal questionario. Azioni analoghe sono state avviate anche in altre diocesi: a Graz e a Gurk, i vescovi scrivono agli apostati, a Linz e a Innsbruck i parroci entrano in contatto con chi ha lasciato la comunità. Nell’arcidiocesi di Salisburgo l’iniziativa è curata dall’Azione cattolica. Una Chiesa in crescita. Una generale tendenza alla spiritualità e il superamento delle crisi interne alla Chiesa: questi, secondo il teologo paul Zulehner, i motivi principali della diminuzione delle apostasie nel 2005 in Austria. Intervistato dall’agenzia di stampa cattolica austriaca Kathpress, il teologo ha sottolineato come anche la “politica accorta del card. Christoph Schönborn” abbia contribuito a far sì “che siano oramai superate le grandi crisi della Chiesa nei vent’anni di ‘turbolenze’ tra il 1985 e il 2004. Sono finiti i tempi dell’anticlericalismo aggressivo. La gente ricomincia a provare simpatia per la Chiesa”. “Con la partecipazione della gente alla morte di Giovanni Paolo II o alla Gmg di Colonia”, aggiunge, “è diventata chiara la crescente nostalgia di Dio”; tuttavia, “la Chiesa deve sfruttare ancora meglio questa nuova opportunità. Occorre avvicinare ancora meglio alla gente l’offerta spirituale”, utilizzando ancora più “luoghi spirituali e personalità spirituali significative”. Questa “nuova di fase rispiritualizzazione riguarda soprattutto le aree urbane e i ceti più colti”, puntualizza il teologo, che ravvisa invece nelle aree rurali ancora una forte tendenza all’apostasia. Zulehner si dice “assolutamente ottimista” circa il futuro della Chiesa: “Dopo le tempeste passate, la Chiesa ha perlomeno raggiunto acque più tranquille, anche se il vero inizio non è arrivato e deve ancora essere affrontato”.