In Germania, il numero dei richiedenti asilo è sceso al minimo storico: sono 29.000 le persone che nel 2005 hanno fatto richiesta di asilo. Un record negativo cui è associata l’ulteriore diminuzione delle richieste di asilo accolte dalla Germania: 411 per l’anno appena concluso. Un dato, questo, che secondo la Caritas della diocesi di Münster non rappresenta alcun indizio di abuso del diritto di asilo, quanto piuttosto “il risultato delle costanti restrizioni del diritto di asilo negli ultimi 20 anni”, come ha dichiarato nei giorni scorsi la referente per le migrazioni della Caritas diocesana, Angela Tieben, che ha aggiunto: “Del principio di asilo della Costituzione è rimasto solo un guscio che porta avanti l’idea ad absurdum”. La legislazione tedesca in materia di asilo è infatti diventata la più restrittiva. “Sebbene la situazione non sia migliorata, soprattutto nei Paesi africani, per i rifugiati non esiste quasi più la possibilità di poter entrare in Germania”. Tieben ha criticato il fatto che, nonostante le cifre drasticamente ridotte, vengano annunciati ulteriori limitazioni e maggiori sforzi per ottenere l’espulsione dei richiedenti asilo. Secondo la responsabile della Caritas, “il fatto che molti richiedenti asilo, la cui domanda non è stata accolta, non possano essere espulsi, mostra proprio la difficile situazione nei Paesi d’origine di queste persone. Ad esempio, la guerra civile non è più considerata una ragione per accogliere la richiesta di asilo. Solo chi può eventualmente provare di essere stato perseguitato personalmente ha qualche possibilità di successo. Ma ciò è praticamente impossibile proprio a causa della difficile situazione nei Paesi di origine dei rifugiati”, ha concluso. Il dato dei richiedenti asilo del 2005 è il più basso dal 1983. Secondo Tieben, ciò non è dovuto tanto al fatto che le persecuzioni nel mondo siano diminuite, quanto piuttosto al fatto “che non esiste quasi più la possibilità di poter essere accolti in Germania come rifugiati”.