Dopo 15 anni dall'”uscita dalle catacombe” e dalla ripresa del ministero pastorale pubblico, la Chiesa greco-cattolica in Bielorussia alla fine dell’anno 2005 comprende 20 parrocchie, 13 delle quali registrate civilmente. Nel servizio pastorale sono impegnati 10 sacerdoti, nei seminari di diversi paesi studiano 15 seminaristi. Numeri ancora “piccoli”, ma comunque considerati “significativi e promettenti” dal Visitatore apostolico per i greco-cattolici in Bielorussia, l’Archimandrita Sierghiej Gajek, che ha partecipato il 26 dicembre scorso a una celebrazione in occasione dei 15 anni della ripresa del ministero pastorale pubblico. Il bilancio della “rinascita” è stato presentato in occasione della festa patronale della parrocchia di S. Giuseppe il Giusto a Minsk (la prima registrata dalle autorita civili nel 1990), presenti il Nunzio apostolico in Bielorusssia, arcivescovo Martin Vidovic, e lo stesso mons. Gajek che hanno presieduto una liturgia di ringraziamento. Durante il regime comunista dal 1945 al 1990, nel Paese satellite dell’Urss di fatto non esistettero più parrocchie greco-cattoliche. I fedeli furono dispersi e potevano solo raramente essere assistiti da sacerdoti clandestini che venivano dall’Ucraina. Un primo timido segnale di “risveglio” religioso e culturale fu la nascita, nella seconda metà degli anni ottanta, di un movimento di universitari e intellettuali bielorussi che operò in favore della ripresa dell’attività pastorale pubblica delle comunità greco-cattoliche. La registrazione civile delle prime parrocchie avvenne a partire dall’autunno 1990. Il Nunzio apostolico mons. Martin Vidovic nell’omelia alla messa del 26 dicembre ha voluto particolarmente sottolineare il ruolo svolto dai fedeli laici nell’organizzazione delle prime parrocchie, che hanno permesso la “ripresa” della vita ecclesiale nel paese. Mons. Vidovic ha inoltre ricordato la ricorrenza di 65 anni dalla morte del sacerdote Balaslau Pachopka, unanimemente considerato un insigne pastore impegnato anche nello sviluppo della cultura bielorussa, autore di una delle prime grammatiche della lingua bielorussa moderna (stampata a Vilna nel 1918). La celebrazione dei 15 anni di ripresa della vita religiosa è stata così una occasione per sottolineare il contributo che i cattolici bielorussi, sia bizantini che latini, hanno dato allo sviluppo della cultura nazionale, specialmente nel Novecento. Nella stessa giornata, mons. Vidovic si è anche incontrato con i seminaristi presenti nel Paese, incoraggiandoli nel loro percorso formativo verso il presbiterato.