L’allargamento dei confini comunitari “è benefico tanto per i vecchi come per i nuovi Paesi membri”. Il presidente della Commissione europea, Josè Manuel Durao Barroso, è intervento per ricordare, il 1° gennaio, il venticinquesimo anniversario dell’ingresso nella “casa comune” della Grecia e il ventesimo di Spagna e Portogallo. Barroso ha spiegato che “oggi possiamo affermare con orgoglio che Grecia, Spagna e Portogallo, e l’Europa nel suo insieme, sono diventati molto più forti in conseguenza del secondo e terzo allargamento” dell’allora Cee (Comunità economica europea). Tali adesioni hanno “contributo notevolmente a consolidare la democrazia e promuovere il processo di riforme in questi paesi”, con uno “sviluppo senza precedenti grazie al quale sono state rinforzate stabilità e competitività”. Guardando al futuro, e dopo i successivi allargamenti che hanno portato l’Ue a 25 aderenti, il capo dell’Esecutivo ha ricordato le “nuove sfide” che attendono l’Unione, fra cui l’impegno a “cogliere pienamente i benefici della globalizzazione”. Il prossimo ampliamento Ue è fissato al 1° gennaio 2007, che dovrebbe vedere l’ingresso di Romania e Bulgaria.