PARLAMENTO EUROPEO

Contro l’ultima dittatura

Premio Sacharov al leader dell’opposizione bielorussa

“L’Europa non potrà essere completa senza la Bielorussia”. ALEXANDER Milinkevich, leader dell’opposizione democratica al regime instaurato dal presidente Lukashenko, ha ricevuto nel corso dell’ultima sessione del Parlamento europeo il Premio Sakharov, assegnato ogni anno a personalità e organizzazioni distintesi nella difesa dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali. La cerimonia tenutasi a Strasburgo ha consentito di tornare a riflettere sulla situazione dell’ex repubblica sovietica e di verificare l’impegno dell’Ue per la tutela dei diritti umani. OBIETTIVI: PACE E DEMOCRAZIA. Il presidente dell’Europarlamento, lo spagnolo JOSEP BORRELL , ha reso omaggio al premiato “e a tutte le persone che sono impegnate per costruire la pace e la democrazia in Bielorussia”, sfidando “l’ultima dittatura in Europa”. Milinkevich si era presentato alle elezioni presidenziali nel marzo scorso, i cui risultati sono stati condannati come illegittimi sia dall’Ue sia dagli Stati Uniti. Docente universitario di materie scientifiche, 59 anni, ha studiato fisica e matematica in Francia, Germania e Stati Uniti e ha insegnato in varie università nel mondo. È stato sindaco nella sua città natale, Hrodna, negli anni ’90. Di recente ha subito un arresto per aver partecipato a una manifestazione non autorizzata dal governo di Minsk. NELLA TERRA DI DOSTOÏEVSKI. Milinkevich ha sottolineato nel suo intervento in emiciclo che il riconoscimento va “attribuito a tutto il popolo bielorusso e, in particolare, a tutti quelli che continuano la lotta per riportare il Paese nella famiglia delle democrazie europee”, anche “a costo del proprio benessere personale, della libertà e della vita”. Interessante la ricostruzione della vicenda storica e culturale del paese operata dall’ospite, più volte interrotto dagli applausi dei deputati. Egli ha ricordato che la Bielorussia “è la patria di personalità come Apollinnaire, Chagall e Dostoïevski”, pietre miliari della cultura del vecchio continente. Il leader politico ha quindi spiegato che, dopo la caduta dell’Unione sovietica “non è stato subito chiaro che la libertà e l’indipendenza non erano la stessa cosa”. D’altro canto il premio “è un segno della presa di coscienza dell’Europa della situazione in Bielorussia”, stretta oggi fra la mancanza di libertà interna, una economia povera e “una sovranità minacciata da Mosca”. Da qui la richiesta di una “partnership economica con l’Ue per risollevare le sorti del popolo bielorusso”. TRA I CANDIDATI UN MISSIONARIO. Il Premio Sakharov (una pergamena e un assegno di 50mila euro) viene attributo dal 1988 e vede inscritte nell’Albo d’oro personalità del calibro di Nelson Mandela, Alexander Dubcek, Líela Zana, Ibrahim Rugova, l’Organizzazione delle nazioni unite, i Reporter senza frontiere e, due anni or sono, era stato assegnato all’Associazione bielorussa dei giornalisti, attivi per difendere la libertà di espressione a Minsk. Fra i candidati di quest’anno (indicati dai gruppi politici all’Eurocamera) figuravano l’ex senatrice colombiana Ingrid Betancourt, il volontario cambogiano Somaly Mam, il giornalista libanese Ghassan Tueni e il vescovo cattolico Erwin Krautler, austriaco, missionario in Brasile, che opera per tutelare le minoranze indigene e per la preservazione dell’habitat naturale della foresta amazzonica. IL SAKHAROV UN ANNO DOPO… Tale iniziativa non è l’unica operata dal Parlamento Ue nel campo dei diritti umani: tutti gli anni l’Assemblea pubblica una relazione sulla situazione dei diritti dell’uomo nei paesi aderenti e una che analizza la realtà nel resto del mondo; di recente è stata creata una sottocommissione che si occupa in modo specifico dei diritti dell’uomo; l’istituzione comunitaria assegna infine fondi propri (oltre a quelli tratti dal bilancio Ue) per finanziare progetti che promuovano la democrazia e le libertà essenziali. Tra i premiati dello scorso anno figurano le Damas de Blanco, donne che lottano per il riconoscimento dei diritti dei prigionieri politici a Cuba. Contattate dallo stesso Parlamento a un anno di distanza, spiegano, attraverso il portavoce LALY GARCIA , quale è stata l’influenza del Sacharov sulla loro attività in patria. “Il conferimento del premio ci ha offerto notorietà e una grande protezione. Anche il governo cubano rispetta di più le donne che, ogni domenica, vestite di bianco, si recano alla chiesa di Santa Rita al Miramare, camminando silenziose per strada. Invocano in questo modo diritti e rispetto e ora la gente sa chi sono e ne riconosce l’obiettivo”. HAUWA IBRAHIM , avvocato civilista in Nigeria, è attiva da anni per difendere le donne che, secondo la legge islamica applicata nel suo paese, vengono condannate a morte per adulterio. “Ho donato – spiega – il contributo del Parlamento europeo a una organizzazione che ha potuto aiutare 14 bambini, permettendolo loro anche di tornare a scuola”.