BULGARIA
Dal 1° gennaio, con la Romania, entra nell’Ue
Il 1° gennaio 2007 Bulgaria e Romania entreranno a far parte dell’Unione europea, che diventerà una Europa a 27. In prossimità di questo importante appuntamento SirEuropa ha intervistato in Bulgaria il ministro delle Politiche europee bulgare MEGLENA KUNEVA , che dal 1° gennaio sarà anche Commissario europeo per i diritti dei consumatori. Quali sono le aspettative e le preoccupazioni della Bulgaria a pochi giorni dall’ingresso nell’Unione europea? “Non penso che le aspettative siano diverse da quelle all’inizio del processo di integrazione, ma certamente per un Paese che è passato attraverso una via molto difficile è un sospiro di sollievo. Però siamo coscienti che questa non è la fine della strada. Perché il 1° gennaio è solo l’inizio e siamo soltanto a metà strada”. Che cosa è cambiato nel Paese nel processo di integrazione europea? “Penso la cosa più importante sia stata il modo in cui siamo riusciti a cambiare il nostro Paese durante il processo di negoziazione. E’ stato un vero processo di cambiamento, sotto tutti i punti di vista. Non solo per l’armonizzazione e l’allineamento della legislazione bulgara a quella europea, e per il fatto di seguire le direttive della Commissione. Abbiamo cambiato anche il nostro modo di vivere, il modo di controllare, la disciplina, il nostro modo di calcolare il tempo. Questa è stata una delle cose più interessanti emerse dalle negoziazioni: perché a volte bastava un ritardo di due o tre giorni e ci trovavamo già nel senso sbagliato della strada”. Lei è il primo Commissario europeo bulgaro, in più è donna. Quale può essere il ruolo delle donne e dei giovani nella costruzione dell’Europa? “Non bisogna fare distinzioni tra le persone se sono donne o giovani. Per me è più importante se siamo capaci di contribuire in qualsiasi modo al bene comune. Però senz’altro le donne e i giovani sono due gruppi molto importanti, senza i quali l’Europa non può andare avanti. Nel mio lavoro posso dire di aver avuto l’opportunità di collaborare con le migliori persone e non ho timore ad affermare che nella metà dei casi si trattava di donne o di giovani. Veramente ho notato che le donne lavorano molto bene e sono molto fedeli all’ente per il quale lavorano. Penso che la presenza delle donne e dei giovani nella politica e in tutti gli ambienti può cambiare la vita”. Quale, invece, il contributo degli intellettuali nel far convivere la modernità e l’Occidente con le tradizioni locali e l’identità culturale? “Per una nazione piccolo-media com’è la Bulgaria, con una lingua non molto diffusa, con la nostra specifica dimensione culturale, questo argomento è veramente molto importante. Se ne parla molto nel Paese, in molti dibattiti pubblici, tra gli intellettuali ecc. Penso che l’identità culturale venga riaffermata proprio nell’incontro con gli altri, continuando a vivere la vita moderna. Perché rimanendo isolati e chiusi diventa improbabile testimoniare quanto unica e speciale sia la propria identità. La cosa più importante, secondo me, è suscitare interesse per la propria nazione, i propri valori e interessi, la propria eredità culturale, inserendoli nel contesto del mondo contemporaneo. In questo tempo di dialogo tra le nazioni e’ importante assicurare quanto preziosa sia la diversità. In Bulgaria non abbiamo dubbi a proposito, basta guardarsi attorno e verificare quello che è successo negli altri Paesi membri. Non credo che qualcuno abbia perso qualcosa della propria identità. Quando mi chiedono che cosa porterà la Bulgaria all’Europa io rispondo: ‘belle menti giovani”. Lei è cattolica. Qual è il posto dei valori cristiani nella costruzione dell’Europa? “E’ una domanda molto personale. I valori sono molto legati alla identità personale di ciascuno. Credo che la tolleranza, che fa parte del Magistero della Chiesa, l’aspirazione alla pace, la prosperità, la solidarietà siano molto importanti, ma penso che abbiamo condiviso valori comuni anche con molte altre denominazioni. L’etica nella politica è molto importante, questo dice la Chiesa cattolica, ma anche le altre confessioni. E l’etica può trasformare l’uomo in un essere migliore. Ognuno seguendo la propria vocazione può dare il proprio contributo. Più viviamo i nostri valori in linea con l’insegnamento della nostra religione, migliore diventerà l’Europa”.