Una direttiva da poco emanata dal card. Joachim Meisner, arcivescovo di Colonia, sulle celebrazioni multireligiose nelle scuole, ha suscitato diverse prese di posizione in Germania. La direttiva, rivolta agli insegnanti di religione cattolica presenti nell’arcidiocesi, invita i docenti a non partecipare a celebrazioni multireligiose organizzate nelle scuole in quanto difficilmente comprensibili per i bambini: “l’immagine di Dio nelle religioni non cristiane non è identica a quella di Dio, padre di nostro Signore Gesù Cristo”, ha spiegato il cardinale. “Pertanto, le celebrazioni comuni non sono possibili. Ciascuna comunità può conseguentemente pregare singolarmente il proprio Dio. Se ciò avviene a livello comunitario, gli altri gruppi dovranno assistere in silenzio”. “Poiché la fede di bambini e giovani non è da considerarsi ancora completamente sviluppata, vi è ragione di temere che questi possono incontrare difficoltà nel distinguere le celebrazioni ecumeniche da celebrazioni cattoliche o multireligiose”. La direttiva di Meisner ha suscitato critiche trasversali ai partiti politici. Di tutt’altro avviso Friedrich Weber, rappresentante della Chiesa evangelico-luterana di Brauschweig: “la direttiva precisa il limite che non dovrebbe essere superato per salvaguardare l’identità religiosa, nonostante la necessità dell’integrazione multireligiosa nella scuola”. Weber ha sottolineato come la direttiva adotti “la stessa linea” delle dieci tesi recentemente diffuse dal Consiglio della Chiesa evangelica tedesca (Ekd) sulla lezione di religione. Il pastore evangelico Eberhard Troeger, appartenente al Gruppo di lavoro per l’Islam dell’Alleanza evangelica tedesca, ritiene che Meisner abbia detto “qualcosa di assolutamente ovvio”: “la comprensione biblica e coranica di Dio non possono essere armonizzate. Per questo, i cristiani e i musulmani non possono celebrare in comune. Occorre evitare il più possibile quanto possa assomigliare ad un miscuglio di religioni”, ha concluso. Reazioni favorevoli anche dal Forum dei cattolici tedeschi e dalla Conferenza episcopale tedesca.