UE
Non può esserci ampliamento senza solida integrazione dei nuovi membri
Da Strasburgo a Bruxelles: dopo la fitta sessione di lavoro del Parlamento europeo nella città alsaziana (11-14 dicembre), i riflettori si sono spostati sulla capitale belga per il Consiglio Ue dove siedono i capi di Stato e di governo dei 25 (14-15 dicembre). Il Parlamento ha inviato un messaggio chiaro all’indirizzo del summit: l’Unione non può procedere a ulteriori ampliamenti se prima non si mostra in grado di integrare pienamente i nuovi membri mediante profonde riforme istituzionali e l’approvazione della Costituzione. NIENTE AMPLIAMENTI SENZA LE RIFORME. La riunione dell’Assemblea presentava un fitto ordine del giorno: l’approvazione della direttiva sulle sostanze chimiche, quella sulla “Tv senza frontiere”, il dibattito sul vertice di dicembre, la conferma dei commissari che rappresenteranno Romania e Bulgaria nell’Esecutivo, il Bilancio 2007. Nel corso dei lavori gli eurodeputati hanno adottato due relazioni – la prima del finlandese ALEXANDER STUBB , la seconda del tedesco ELMAR BROK – che chiedono di procedere “alle necessarie riforme istituzionali per migliorare il sistema e la capacità d’integrare nuovi Stati nell’Ue”. Secondo il Parlamento, l’Unione non riesce “a rispettare gli impegni assunti nei confronti dei paesi dell’Europa sud-orientale” perché “la sua attuale struttura istituzionale, finanziaria e politica” non è più adeguata. La “formula magica” risuonata più volte nell’emiciclo è “capacità d’integrazione”, concettualmente diversa dalla “capacità di assorbimento” finora utilizzata da Consiglio e Commissione. Essa sostiene che l’Ue deve essere in grado di “funzionare in modo efficiente e democratico”, di finanziare adeguatamente le proprie attività “con risorse sufficienti” e “sviluppare gli obiettivi politici dell’Unione”. Si torna al concetto – fondamentale per il futuro comunitario eppure trascurato in anni recenti – di “approfondimento”: l’integrazione deve camminare in parallelo con la crescita dimensionale dell’Ue. Su questa linea, “una soluzione costituzionale debba essere presa prima delle prossime elezioni europee del 2009”. SOSTANZE CHIMICHE SOTTO CONTROLLO. In porto anche la direttiva Reach (acronimo di Registration, Evaluation and Authorisation of CHemicals) approvata dopo tre anni di mediazioni fra Commissione, Consiglio e Parlamento, con 529 voti favorevoli, 98 contrari e 24 astensioni. Il relatore, l’italiano GUIDO SACCONI , esulta per il via libera al regolamento sulla registrazione, valutazione, autorizzazione e restrizione delle sostanze chimiche. E al SIR conferma che intende “raccontare in un romanzo questi anni di studi, di discussioni e di trattative politiche”, ma anche le forti pressioni ricevute dalle lobbies attive a Bruxelles, sia industriali che ambientaliste. “Siamo giunti – afferma Sacconi – a un risultato tanto importante per la sicurezza dei cittadini e dell’ambiente” così “come per la competitività del sistema economico europeo”. Il regolamento entrerà in vigore il 1° giugno 2007 e andrà a regime nel 2018: le aziende del settore dovranno registrare tutte le sostanze chimiche prodotte e importate (ne saranno monitorate 30mila), dimostrare che non costituiscono pericolo e, in caso diverso, sostituirle con altre molecole. La normativa, contestata dai Verdi e da numerose associazioni ecologiste, è frutto di un compromesso che alla fine ha però ottenuto l’appoggio di quasi tutte le forze politiche. Secondo il commissario GÜNTER VERHEUGEN , responsabile per le imprese e la politica industriale, Reach “offrirà ai cittadini una maggiore protezione sulla salute, una migliore tutela ecologica, senza per questo penalizzare le imprese operanti nel settore”. Ma, avverte, “occorrerà vigilare sulla sua effettiva e puntuale applicazione”. TV, PIÙ SPAZIO ALLA PUBBLICITÀ. Voto favorevole anche per la contestata attualizzazione della direttiva “Tv senza frontiere”, risalente al 1989, che vorrebbe creare un quadro certo di fronte ai progressi tecnologici avvenuti nel settore. La normativa amplia di fatto gli spazi della pubblicità, che ora potrà essere ancora più invasiva. Il Parlamento ha poi votato a larga maggioranza la nomina di Meglena Kuneva e Leonard Orban, che dal nuovo anno entreranno nella Commissione in rappresentanza di Romania e Bulgaria. L’Aula ha quindi accolto ALEXANDER MILINKEVICH , leader delle forze democratiche di opposizione in Bielorussia, insignito del Premio Sacharov 2006 (difesa dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali). “Nutro fiducia nel ritorno della democrazia nel mio paese”, ha detto Milinkevich, più volte interrotto dagli applausi dei deputati. Egli ha illustrato la situazione in cui versa l’ex repubblica sovietica sotto il profilo dei diritti umani, ma anche sul versante sociale ed economico. Milinkevich ha dedicato il Sacharov 2006 all’ex candidato alle elezioni presidenziali, Kazoulin, attualmente in carcere e ha poi auspicato il “riconoscimento del futuro europeo” per il suo Paese.