“E’ a rischio l’informazione cattolica in Svizzera, che in questi ultimi anni ha perso vari canali di diffusione, sia giornali cattolici che bollettini missionari e congregazioni”: di questo parere è JACQUES BERSET , capo redattore dell’agenzia cattolica internazionale Apic di Friburgo. “Alcuni soggetti ecclesiali – aggiunge – pensano che queste perdite nel settore dell’informazione scritta possano essere compensate da una maggiore presenza su Internet percepita troppo spesso come l’unico mezzo di comunicazione del futuro”. “E’ sufficiente, per rivolgersi al pubblico, mettere on line dei comunicati ufficiali e istituzionali senza alcun lavoro giornalistico?”, si chiede Berset, per il quale “alcuni pensano di sì, senza riflettere sulle conseguenze” perché “i cristiani, nella società pluralista di oggi, non si accontentano di un’informazione che viene ‘dall’alto’. In questo contesto, l’Agenzia fotografica cattolica Ciric (www.ciric.ch) ha appena chiuso le porte dopo più di quarant’anni di storia, malgrado gli sforzi di modernizzazione finalizzati a rispondere ai desideri degli utenti, come la creazione di un nuovo sito Internet con downloading immediato e un’ottima collaborazione con l’agenzia di stampa cattolica Apic”. “Non è riuscita a convincere il suo principale finanziatore, che è la conferenza centrale cattolica romana della Svizzera (Cccrs/Rkz) di Zurigo – spiega Berset -, a continuare a fornire i sussidi finanziari. Ma la decisione dell’organo di finanziamento era fondata anche su una dichiarazione degli alti responsabili della pastorale della Svizzera, in particolare sulle indicazioni della Conferenza degli ordinari della svizzera romanza (CoR) che ritiene non indispensabile un’agenzia fotografica. Quanto all’agenzia di stampa cattolica Apic, prosegue Berset, “anch’essa è soggetta a ‘audit’ finalizzati a trovare sinergie con altri organi attivi in settori paralleli per risparmiare (i mezzi finanziari a disposizione sarebbero ristretti), razionalizzando al massimo”. Altri Paesi confinanti, come la Germania, osserva Berset, “conoscono anch’essi restrizioni a questo livello, ma la Chiesa deve essere consapevole che essa si rivolge sempre più ‘ad extra’ e non soltanto ‘ad intra’. La presenza cristiana, nei Paesi di questa Europa sempre più laicizzata, spesso riesce a manifestarsi soltanto dalla prospettiva dei mass media”. Appare, conclude Berset, “quanto mai evidente che sacrificare i mass media cattolici sarebbe un grave errore strategico”.