ALLARGAMENTO

Ventisette stelle

Romania e Bulgaria dal 1° gennaio 2007 nell’Ue

“Siamo alla vigilia di un momento storico”. Parlano all’unisono gli ambasciatori in Italia di Romania e Bulgaria, CRISTIAN COLTEANU e NICOLA KALOUDOUV , i due Paesi che dal 1 gennaio 2007, entreranno a far parte dell’Unione europea, portando a 27 gli Stati membri. In una conferenza stampa, l’11 dicembre a Roma, promossa dalla rappresentanza in Italia della Commissione europea, i due diplomatici hanno sottolineato come “Bulgaria e Romania porteranno una ventata di euro-ottimismo nell’Ue. All’adesione ora deve seguire l’attuazione dei principi e delle riforme chieste dall’Europa nell’ambito del cammino di integrazione. Ampliamento dei mercati e dei commerci, sicurezza, diritti, democrazia e maggiore stabilità politica nell’area balcanica” sono i principali contributi che, secondo Colteanu e Kaloudouv, i due Paesi dell’ex blocco sovietico daranno all’Europa. Con Romania e Bulgaria salgono a 26 le lingue parlate nell’Ue, e tre gli alfabeti utilizzati, latino, greco e cirillico, usato appunto in Bulgaria. L’adesione dei due Stati segnerà, inoltre, l’ingresso di altri 30 milioni di persone nell’Ue, completando il suo quinto allargamento storico e dando vita a un’Unione di quasi mezzo miliardo di cittadini. ROMANIA. “Dei romeni è noto il grande euro-ottimismo – ha ricordato CRISTIAN COLTEANU i 2/3 della popolazione è a favore dell’ingresso nell’Ue e per lo stesso Governo l’integrazione ha rappresentato un obiettivo strategico nazionale. Dall’ingresso nell’Ue ci attendiamo democrazia, stato di diritto, solide libertà, sicurezza. Sul piano economico e sociale un miglioramento del tenore di vita. Saremo un partner affidabile posto in una zona strategica per gli interessi europei, come l’area balcanica”. L’ambasciatore ha voluto, poi, fugare i timori per “una temuta invasione dei lavoratori rumeni negli altri Stati membri. La Romania – ha detto – non è più un Paese di emigrazione forzata. Grazie al processo di riforme e alla realizzazione di nuove infrastrutture, per le quali sono stati impegnati circa 60 miliardi di euro, la disoccupazione è al 5,1% che scende fino al 1% in alcune zone del Paese. Senza dimenticare che nel 2007 la città di Sibiu sarà, insieme a Lussemburgo, la capitale europea della cultura”. Nella stessa città, nel settembre del prossimo anno, si svolgerà anche la Terza assemblea ecumenica. BULGARIA. “Con l’ingresso nell’Ue si chiude una lunga e non facile strada” ha affermato dal canto suo l’ambasciatore bulgaro, NICOLA KALOUDOUV che ha evidenziato nelle riforme legate “alla giustizia, alla lotta contro la corruzione, alla amministrazione dello Stato” i principali problemi da affrontare “superati con successo evitando le cosiddette misure di salvaguardia che avrebbero rallentato l’ingresso in Europa”. “Le misure chieste dall’Europa sono state più restrittive e scrupolose di quelle emanate nel precedente allargamento a dieci Paesi – ha dichiarato Kaloudouv – ma l’Europa è un’opportunità in più ma anche una responsabilità in più”. Tra i principali contributi della Bulgaria all’Ue il diplomatico ha sottolineato “il ruolo che il Paese può giocare nella stabilità dei Paesi balcanici e nella sicurezza dei confini europei ad Est”. Un concetto ribadito anche dal vice-presidente della Commissione europea, FRANCO FRATTINI : “Romania e Bulgaria sono Paesi che aiuteranno la stabilizzazione nei Balcani, giocando un ruolo chiave anche in Albania, Bosnia e Macedonia, dove forte è la vocazione europea, e dove poter investire in serenità”. A riguardo ha annunciato anche “l’istituzione di una task force per il Mar Nero, crocevia di traffici illeciti, di armi, droga ed esseri umani” ed il coinvolgimento dei due futuri membri dell’Ue. “Bulgaria e Romania sono due Paesi a maggioranza cristiano-ortodossa e questo – ha concluso – faciliterà anche il dialogo tra le culture e tra le religioni che non sono un ostacolo ma una risorsa per l’Ue”. Scheda: Romania e Bulgaria Situata nell’Europa sud-orientale, tra Romania e Turchia, bagnata dal Mar Nero, la Repubblica di Bulgaria , con capitale Sofia, conta 7,9 milioni abitanti, bulgari per l’85,3%, turchi per l’8,5, zingari per il 2,6% e altri per 3,6%. Diverse le religioni presenti: la maggioranza è cristiana ortodossa (85%), seguono i musulmani (13%), ebrei (0,8%) e cattolici romani (0,5%). Il tasso di disoccupazione è del 9,9%. La Repubblica di Romania , con capitale Bucarest, conta circa 22 milioni di abitanti dei quali l’89,5% romeni, il 6,4 % ungheresi (sekleri compresi) e il 4% di altre nazionalità. La popolazione professa per l’86,8% la religione cristiano-ortodossa, il 4,7% è cattolico, il 3,2% è protestante, lo 0,9% è greco-cattolico, gli evangelici sono lo 0,1%.