COMECE

La sorgente viva

Il contributo della Chiesa cattolica al progetto europeo

“Il progetto europeo ha un fondamento etico ed esso precede l’unione politica. Tale fondamento deriva dalle origini e dalle fonti dei nostri valori e ambizioni comuni. Le sue sorgenti storiche si trovano nell’eredità cristiana e umanista del nostro continente”: è uno dei passaggi fondamentali del documento intitolato “Valori comuni: la sorgente viva del progetto europeo”, approvato dall’assemblea plenaria della Commissione degli episcopati della Comunità europea, svoltasi dal 22 al 24 novembre a Bruxelles. STORIA E FUTURO D’EUROPA. Il testo “va considerato – spiega il presidente Comece, l’olandese mons. ADRIANUS VAN LUYN – come un contributo dei vescovi alla Dichiarazione che l’Ue renderà nota a Berlino” in occasione del summit promosso dalla presidenza tedesca il 25 marzo 2007 per i 50 anni dalla firma dei Trattati di Roma, allo scopo di riflettere sulla storia comunitaria e sul futuro dell’integrazione. Tale Dichiarazione sarà poi presa in esame dai capi di Stato e di governo dei paesi aderenti durante il vertice del giugno successivo. Il vescovo di Rotterdam spiega al SIR : “Intendiamo sottolineare che l’Ue è in primo luogo una comunità di valori”, “in cima ai quali troviamo il rispetto della dignità umana e la tutela della pace”. APPUNTAMENTO A ROMA . Il documento verrà ora consegnato alla presidenza del Consiglio Ue, nonché a quelle della Commissione e del Parlamento: dalla Comece emerge infatti la speranza che la Dichiarazione di Berlino abbia un carattere interistituzionale, così da avere maggiore autorevolezza ed essere al contempo espressione dell’Assemblea parlamentare, l’unica istituzione comune eletta direttamente dai cittadini. Il presidente van Luyn, spiega che, oltre al contributo scritto, “è in preparazione un grande evento promosso dalla Commissione degli episcopati europei per sottolineare la valenza” del cinquantesimo dell’integrazione. “Dal 23 al 25 marzo 2007, parallelamente al summit che si svolgerà nella capitale tedesca, la Comece promuoverà a Roma un convegno sulle radici e sul futuro d’Europa, cui prenderanno parte 450 invitati da tutto il continente”. Sarà “un incontro di taglio culturale” e di “respiro ecumenico”. L’UE E LA TURCHIA . Nel corso dell’assemblea sono stati affrontati diversi altri temi: le migrazioni, la politica di ricerca dell’Unione e le questioni bioetiche che essa implica (con una particolare attenzione all’iter del Settimo programma quadro per la ricerca), la politica energetica, il dialogo interculturale, i futuri allargamenti dei confini Ue. A proposito dei negoziati in corso con la Turchia, il presidente Comece afferma: “Sentendoci vicini al Papa per il suo viaggio in questo paese, vogliamo ricordare che l’Unione non si fonda sulle religioni. Essa è, in senso più ampio, una comunità politica basata sui valori”, compresi naturalmente quelli proposti dalle fedi religiose. “In tali principi si deve riconoscere ogni Stato che intende far parte dell’Ue, Turchia compresa”. MIGRAZIONI, ENERGIA E AMBIENTE . Mons. van Luyn, stilando un bilancio dell’assemblea dei vescovi tenutasi la scorsa settimana, fa riferimento a una sua recente esperienza nella comunità ecumenica di Taizè, in Francia, e nota: “Se Bruxelles è il centro di un’Europa che sta crescendo sul versante economico e politico, Taizé si può considerare un cuore spirituale del continente”. Ecco perché “il prossimo 30 gennaio avremo qui a Bruxelles, per un giorno intero, il priore di Taizé”, con il quale “rifletteremo e pregheremo per il futuro del continente”. Sulla “questione migratoria” si inserisce mons. DIARMUID MARTIN , arcivescovo di Dublino: “Questo è un fenomeno tipico delle società e delle economie globalizzate. È bene che l’Ue si occupi della protezione dei diritti delle persone migranti”, “perseguendo i comportamenti illegali, reprimendo i numerosi casi di tratta di esseri umani” ma anche, “e più ancora, favorendo l’integrazione e il dialogo interculturale”. “Direi di più – aggiunge il vicepresidente Comece -: è tempo di valorizzare i molti aspetti positivi delle migrazioni”, sotto il profilo “sociale, economico, culturale e spirituale”. Riguardo la politica energetica interviene mons. PIOTR JARECKI , vescovo ausiliare di Varsavia e anch’egli vicepresidente dell’organismo episcopale: “Nel corso dei lavori ne abbiamo parlato sul piano delle relazioni economiche, ma più ancora considerandone gli aspetti biblici ed etici”. “La complessa tematica va affrontata senza dimenticare la salvaguardia del creato, l’uso solidale delle fonti di energia e una verifica dei nostri stili di vita. Siamo sicuri, ad esempio, che i paesi che consumano di più sono realmente quelli più sviluppati?”.