Portogallo: Chiesa e assistenti spirituali per gli ospedali

La Chiesa portoghese pensa di istituire, dal prossimo mese di febbraio, un inedito Corso magistrale post laurea per operatori di pastorale ospedaliera. L’iniziativa, che prenderà il via nel medesimo tempo a Porto e a Lisbona, po­trà contare sull’appoggio dell’Ucp (Facoltà di Teologia e Istituto di Scienze della Salute), della Commissione Nazionale di Pastorale della Salute e dei Fratelli e delle Sorelle appartenenti all’Ordine ospedaliero. Il coordinatore nazionale dei cappellani ospedalieri, padre José Nuno, spiega che il corso sarà rivolto a “cappellani, assistenti spirituali, animatori del personale sanitario, ma anche aperto ad ulteriori soggetti”. Ricordando che la Legge sulla Libertà Religiosa, all’art. 13, prevede “il diritto all’assistenza e alla pratica degli atti di culto negli ospedali e negli altri stabilimenti di salute”, egli ha affermato che “in questo momento sarebbe necessario regolare l’assistenza religiosa”, ed ha annunciato che “anche il Ministero della Salute sta lavorando su questo problema ed entro poco tempo potrebbero essere annunciate novità in tal senso”. Nel frattempo, il 27 novembre, avrà luogo la I Assemblea Nazionale delle Cappellanie, alla quale prenderà parte anche la Segretaria di Stato della Salute, Carmen Pignatelli, che vorrà essere un “forum” di riflessione e costi­tuire una presa di posizione sul tema. Padre Nuno ritiene che gli operatori pa­storali avranno la possibilità di interrogarsi sulle implicazioni e le opportunità che i cambiamenti previsti nel Sistema nazionale della salute produrranno sul servizio da loro svolto, sottolineando l’importanza “di un’assistenza spirituale capace di rendere attiva quella componente umanitaria della salute che”, a suo parere, “riveste un significato sempre più profondo e necessario”.