PARLAMENTO EUROPEO

Le persone al centro

Approvata la Direttiva servizi che combina gli interessi di lavoratori, consumatori e mondo economico

Con un applauso liberatorio l’Emiciclo di Strasburgo sottolinea il via libera alla contrastata Direttiva servizi, provvedimento che, almeno nelle intenzioni originarie della Commissione, avrebbe dovuto aprire questo settore economico alla libera concorrenza, favorendone lo sviluppo e la contestuale creazione di nuovi posti di lavoro. Nel corso della sessione del 13-16 novembre, l’Europarlamento ha riservato attenzione anche al programma di lavoro dell’Esecutivo per il 2007, alla situazione a Gaza, alla politica energetica e alle “quote latte”. RILANCIARE L’ECONOMIA. La Direttiva servizi, approvata dal Parlamento (adozione della posizione comune del Consiglio) dopo un iter di oltre due anni, “combina gli interessi dei lavoratori con quelli dei consumatori e del mondo economico”; inoltre, attraverso la soppressione “del principio del Paese d’origine, contribuisce a mettere le persone al centro della politica”. L’eurodeputata tedesca EVELYNE GEBHARDT , relatrice per il provvedimento, si dice “soddisfatta per l’accordo raggiunto” tra le forze politiche. La direttiva introduce elementi di competizione nel settore, pur evitando “una concorrenza malsana tra i sistemi sociali degli Stati membri”. Tra le attività economiche oggetto della normativa rientrano i servizi alle imprese (consulenza manageriale e gestionale, certificazione e collaudo, pubblicità…), quelli legati al settore immobiliare, i servizi ai consumatori, fra cui quelli turistici e alcune prestazioni riservate alla persona, come l’assistenza agli anziani. “La direttiva si applica soltanto ai servizi che sono prestati dietro corrispettivo economico”, mentre quelli “non economici d’interesse generale sono esclusi”. Secondo il commissario CHARLIE McCREEVY , il provvedimento “rappresenta uno sforzo fondamentale per rilanciare l’economia europea attraverso il completamento del mercato interno”. L’AGENDA DI BARROSO. Nel corso dei lavori, si è quindi svolto un dibattito sulle priorità della Commissione per i prossimi dodici mesi: gli eurodeputati saranno chiamati ad adottare una risoluzione in merito nella sessione di dicembre. Il presidente JOSÉ MANUEL BARROSO ha affrontato varie “questioni urgenti” (energia, migrazioni, sicurezza, innovazione…), rivendicando i successi della sua squadra e richiamando i progetti in corso. Il politico portoghese ha preso le mosse dalla necessità di moltiplicare le azioni comuni dei paesi aderenti all’Unione. Notevole enfasi è stata posta sull’ampliamento dei confini comunitari: da gennaio l’Ue accoglierà Romania e Bulgaria e ai rappresentanti di questi due paesi “saranno assegnate le deleghe per la politica dei consumatori e del multilinguismo”. “Nei prossimi secoli – ha aggiunto Barroso -, gli storici diranno che l’allargamento sarà stato il più importante strumento di pace, di prosperità e di stabilità della nostra generazione”. “2007, ANNO DELLA SVOLTA”. Secondo l’oratore, “il 2007, cinquantenario della firma dei trattati di Roma, segnerà una svolta, poiché sfrutterà tutta la potenza comunitaria per rispondere alle attese dei cittadini e potrà beneficiare di un nuovo quadro finanziario”. Il programma comprende ventuno “iniziative strategiche” e un secondo elenco “di iniziative prioritarie in altri campi rilevanti”. Tra gli ambiti di azione, Barroso ha citato la politica energetica (approvvigionamenti sicuri), i cambiamenti climatici, la “necessità di attirare migranti altamente qualificati”, la riduzione dell’immigrazione clandestina, la lotta al terrorismo. “Ma il 2007 è anche l’anno in cui dovrà essere risolta la questione istituzionale”: a questo riguardo il capo dell’Esecutivo ha affermato che “la Dichiarazione di Berlino per celebrare il cinquantesimo anniversario dovrà essere chiara e sintetica e dovrà affermare ciò che ci unisce, ma soprattutto cosa intendiamo fare dell’Europa nei prossimi 50 anni”. LE REAZIONI DELL’AULA. Diverse le reazioni dei gruppi politici, con sottolineature ora a favore dell’operato di Barroso e dei commissari, ora molto più critiche. La popolare francese FRANÇOISE GROSSETÊTE ha apprezzato il “carattere politico” del programma e la volontà di semplificare la normativa comunitaria. Il socialista tedesco MARTIN SCHULZ ha affermato di “avere una sensazione di déjà vu” e che comunque il “programma deve essere, oltre che annunciato, effettivamente realizzato”. SILVANA KOCH-MEHRIN , liberaldemocratica tedesca, avrebbe “preferito un programma più ambizioso”. In una fase di “debolezza del Consiglio europeo”, per il verde belga PIERRE JONCKHEER “dobbiamo contare almeno sulla Commissione affinché porti avanti il progetto europeo”. Parole critiche sono giunte dalla sinistra con il deputato tedesco GABRIELE ZIMMER (scarsa attenzione a temi come la povertà, il divario sociale, la tutela della natura), e dalla destra, per voce dell’irlandese BRIAN CROWLEY (progressi troppo lenti della Strategia di Lisbona).