Il metropolita Kirill a Strasburgo

“Oggi la comprensione e l’applicazione dei diritti umani portano il marchio culturale dell’Occidente, elemento molto avvertito in Oriente, Asia, America latina e Africa”. Lo ha detto nei giorni scorsi il metropolita Kirill di Smolensk e Kaliningrad, presidente del Dipartimento delle relazioni esterne del Patriarcato di Mosca, intervenuto a Strasburgo al seminario promosso dalla Commissione per i diritti dell’uomo del Consiglio d’Europa e dal Consiglio per lo sviluppo delle istituzioni della società civile e dei diritti dell’uomo presso la presidenza della Federazione russa, con la partecipazione della Rappresentanza della Chiesa ortodossa russa. “Evoluzione dei principi etici e dei diritti dell’uomo nella società pluriculturale” è stato il tema dell’incontro. Se “è troppo presto per affermare che esiste una visione universale dei diritti umani – ha proseguito Kirill – stiamo iniziando a darle forma”; un’impresa alla quale “ogni cultura potrà offrire il proprio contributo”. Con riferimento alla decisione, lo scorso aprile, del Santo Sinodo di elaborare un documento sui diritti umani e la loro tutela, “non nego – ha osservato il metropolita – che l’Occidente abbia dato e continui a dare contributi significativi a questo processo, ma è essenziale ascoltare altre voci”. “Al centro dei diritti umani è il valore della persona, il cui benessere dovrebbe costituire il principale obiettivo dell’ordine sociale”. Ma non si tratta solo di benessere materiale: “Sono convinto che la sollecitudine per i bisogni spirituali dovrebbe ritornare nella sfera pubblica e che la formazione morale dovrebbe essere un obiettivo sociale”. A tale fine, ha concluso Hilarion, occorre “instaurare meccanismi di dialogo tra le istituzioni civili e religiose, e forme di interazione tra società e religione”.