L’auspicio che “la visita di Benedetto XVI a Istanbul migliori ulteriormente le relazioni tra le Chiese di Roma e di Costantinopoli” è stata espresso nei giorni scorsi dal vescovo Hilarion di Vienna ed Austria, rappresentante della Chiesa ortodossa di Russia presso le istituzioni europee. “Poiché sono proprio le Chiese di Roma e di Costantinopoli ad avere spezzato la comunione nel 1054 – ha aggiunto il vescovo Hilarion -, questo fatto le rende responsabili in modo speciale per il ripristino dell’unità”. Per il rappresentante del Patriarcato di Mosca, “oltre ai contatti con Costantinopoli, è ugualmente importante che la Chiesa cattolica romana sviluppi relazioni bilaterali con altre Chiese ortodosse, in particolare con quella russa. Quest’ultima, la seconda per grandezza al mondo con i suoi circa 160 milioni di fedeli in diversi Paesi, è desiderosa di sviluppare tali relazioni, specialmente nell’ambito della comune testimonianza cristiana nella società secolarizzata”. Il vescovo Hilarion invita infine a non “vedere nell’imminente incontro fra Benedetto XVI e Bartolomeo l’incontro tra i leader dei rami occidentali e orientali della cristianità”. “Presentare il patriarca Bartolomeo di Costantinopoli come il capo mondiale della Chiesa ortodossa è fuorviante – precisa -, così come guardare al meeting come ad un incontro tra i leader delle Chiese cattolica e ortodossa”. “Il Patriarca di Costantinopoli – conclude il vescovo Hilarion – è primus inter pares , ma si tratta di un primato d’onore, non di giurisdizione, giacché egli non ha autorità ecclesiale sulle altre Chiese”.