Durante la plenaria dei vescovi, una giornata di studio preliminare è stata dedicata a “ciò che unisce e divide” nel rapporto tra Cristianesimo e Islam. La giornata è stata preparata da mons. Helmut Krätzl, vescovo responsabile del dialogo interreligioso; quali referenti sono intervenuti il gesuita di Francoforte P. Christian Troll e l’incaricata per l’Islam della diocesi di Feldkirch, Elisabeth Dörler. Nella dichiarazione conclusiva, i vescovi sottolineano che “nella convivenza pratica, in Austria esistono svariate possibilità di collaborazione tra fedeli cristiani e fedeli islamici” e si richiamano al Concilio Vaticano II e al documento “Nostra Aetate”. La conferenza episcopale austriaca si impegna ad intensificare il dialogo interreligioso tra Cristiani e Musulmani “nell’interesse della pace e della convivenza”, un dialogo che deve “essere condotto con franchezza e rispetto, senza tuttavia celare le differenze”. “La premessa di una convivenza capace di futuro deve valere anche per i Cristiani nei Paesi a prevalenza islamica”, ha ribadito il card. Schönborn, aggiungendo che “il pieno rispetto della libertà di religione è un requisito dei diritti umani. Qualsiasi Paese che abbia controfirmato la dichiarazione generale dei diritti umani, è tenuto all’applicazione di questo principio”, ha concluso.