COMMISSIONE EUROPEA
Il Forum della società civile europea sulla comunicazione
“Non ci sono altri modi di risolvere i problemi e le sfide che ci aspettano se non quello di cooperare, sia a livello europeo, sia internazionale. L’Europa ha avviato una nuova politica di comunicazione: dare voce alla società civile è un modo per rafforzare la democrazia”: lo ha detto la vicepresidente della Commissione europea, MARGOT WALLSTRÖM , intervenendo in chiusura di lavori di “Empower” il Forum della società civile europea sulla comunicazione che si è svolto il 9 e 10 novembre a Bergamo. Su invito della Commissione europea si sono riuniti oltre 400 rappresentanti di 300 ong di 27 Paesi (comprese Romania e Bulgaria), per dare il proprio contributo di idee su come migliorare il dialogo e la comunicazione tra cittadini e Ue. L’iniziativa segue la pubblicazione del Libro Bianco sulla comunicazione e rientra tra i 5 forum in materia previsti in diverse città europee. Ecco alcuni spunti emersi dall’incontro. IN CRESCITA IL SENTIMENTO DI “IDENTITÀ MULTIPLA”. Nel 2030 saranno 226 milioni i cittadini di 15 Stati membri dell’Unione europea che si riconosceranno una identità “multipla”, ossia sia nazionale sia europea, rispetto ai 177 milioni del 2004. Nel futuro dell’Europa si può dunque ipotizzare una “crescita dell’identità europea”, nonostante i “no” di Francia e Olanda al Trattato costituzionale abbiano messo in discussione il processo di integrazione europea. E’ la constatazione del demografo austriaco WOLGANG LUTZ , che ha riportato i risultati di uno studio pubblicato su una rivista scientifica qualche settimana fa sul “sentimento di identità” dei cittadini: ai primi posti tra i Paesi che si riconoscono l’identità “multipla” il Lussemburgo (78%) e l’Italia (72%), fanalini di coda la Finlandia e il Regno Unito (42%). Ovviamente tra i giovani l’identità europea è più sentita (coinvolge invece solo 1/3 degli anziani), per cui questo produrrà in futuro “una incoraggiante crescita dell’identità europea”. MANCA LA SFERA PUBBLICA EUROPEA. “I cittadini, formulando le proprie esigenze, devono aiutare i politici a risolvere le tante questioni europee sul tappeto, dalle migrazioni, al lavoro, alla salute”, ha detto CLAUS SORENSEN , direttore generale della DG comunicazione della Commissione europea. Anche il deputato europeo BRONISLAW GEREMEK ha esortato a “dare ai cittadini diritto di iniziativa, critica, partecipazione”, appoggiando anche la proposta di un giovane convegnista di indire un referendum europeo nel 2009 sul Trattato costituzionale: “Dovrebbe porre domande semplici e chiare, anche se il problema sarebbe l’eccessivo allungamento dei tempi. Un referendum europeo significherebbe la democratizzazione dell’Ue”. Geremek, e poi l’ex Commissario europeo MARIO MONTI , hanno evidenziato la mancanza di una “sfera pubblica europea” che disponga anche di mezzi di comunicazione e che dia la possibilità di esprimersi alla società civile. INTERNET E WEB 2.0. PIÙ POTERE AI CITTADINI? Per la prima volta in Europa quest’anno il mezzo di comunicazione più usato dai cittadini è stato Internet: ha navigato in rete il 52% della popolazione europea e la media di utilizzo è di 4 ore alla settimana, superando la media di 3 ore settimanali dedicate alla lettura dei giornali. Internet è un nuovo modo per “dare potere” ai cittadini? Se ne è discusso durante una delle quattro sessioni parallele, parlando anche del nuovo modo di comunicare in rete, il cosiddetto Web 2.0, che permette agli internauti di partecipare in prima persona, facendo parte di una comunità in cui si condividono valori o conoscenze: esempio ne sono i siti “Youtube” (con 65.000 video amatoriali) o l’enciclopedia libera “Wikipedia”, uno dei siti più visitati in Europa. Ma anche siti minori come quello dei giovani europei di “Cafè Babel” in 7 lingue, che pubblica centinaia di articoli a titolo gratuito; o il sito francese “Agoravox”. Tutte queste iniziative presentano anche alcuni “piccoli difetti”, come il rischio di informazioni sbagliate o di manipolazione. Sostituiranno i media tradizionali? A giudizio dei convegnisti no “perché in questo eccesso di comunicazione la gente avrà sempre più bisogno di punti di riferimento che siano catalizzatori della coscienza collettiva”. L’EUROPA A CARTOON. Un gruppetto di cittadini simile a minuscole formichine esclama: “Signora Europa, ci piacerebbe comunicare con lei”. Accanto, enorme e abbondante nella sua veste azzurra e corona di stelle, Europa risponde: “Cosa dite? Non vi sento! E poi dove siete, non riesco neppure a vedervi!”. Questa è solo una delle tante vignette esposte a Bergamo, dove si sono riuniti decine di cartoonist europei per raccontare come vedono l’Europa. Tendenza comune alla maggior parte delle vignette, il mettere in evidenza i “malesseri” dell’Europa: la vecchia signora che tenta di rifarsi il trucco dietro il cartello con scritta “Lavori in corso” oppure la bandiera blu con cerchio di stelle sul lettino che implora: “Dottore, nessuno mi considera!”.