“Trasmettere una visione cristiana della vita e del lavoro” ai giovani stranieri che frequentano percorsi scolastici o formativi nel nostro Paese. Questo l’obiettivo principale del Corso di formazione per operatori promosso dall’Ufficio per i problemi sociali e il lavoro della Conferenza episcopale italiana, in collaborazione con gli enti aderenti all’Associazione “Forma”, che riunisce i centri di formazione professionale di ispirazione cristiana. Sono 175 milioni i migranti nel mondo, 1 su 10 è rifugiato: anche l’Italia è ormai un Paese multietnico, benché percentualmente ancora ultimo tra i Paesi europei. “Tra questi migranti – ha spiegato mons. Paolo Tarchi, direttore dell’Ufficio Cei, illustrando le finalità del corso, che si è svolto a Roma nei giorni scorsi – numerosi sono i giovani stranieri che frequentano percorsi scolastici o formativi: in maggioranza iscritti negli Istituti tecnici e professionali e nei Centri di formazione professionale. Provengono dalla Romania, Ucraina, Moldavia, Albania, Marocco”. Un problema, quello di una formazione professionale ormai multietnica e multireligiosa, che “non può non interpellare anche gli enti di formazione professionale, in particolare quelli di ispirazione cristiana”, ma che riguarda “tutte le istituzioni e si affronta dialogando con tutti i soggetti che se ne occupano”, commenta Tarchi.