ECUMENISMO

Dopo una storia dolorosa

Incontro vescovi anglicani e cattolici. Il 21 novembre Rowan Williams da Benedetto XVI

Quando il leader della comunione anglicana e della “Chiesa di Inghilterra” arcivescovo Rowan Williams incontrerà Benedetto XVI a Roma il prossimo 21 novembre le menti di anglicani e cattolici impegnati da anni nel faticoso cammino ecumenico correranno a un identico incontro, quarant’anni fa, tra Paolo VI e il leader anglicano Michael Ramsey. Allora, all’indomani del Concilio Vaticano II, vi era enorme attesa e tanto entusiasmo per un possibile riavvicinamento tra le due Chiese, oggi si tratta di alimentare un processo che si trova in difficoltà. Ordinazioni di pastori omosessuali e di donne vescovo, alle quali hanno acconsentito molte delle province anglicane più liberali e la mancanza di un centro di unità con il quale i cattolici possano dialogare: questi gli ostacoli più gravi del cammino ecumenico che pure in questi quarant’anni ha fatto passi da gigante.Alla vigilia dell’incontro di Leeds (13-16 novembre) dove i Vescovi anglicani di Inghilterra e Galles incontreranno quelli cattolici abbiamo esplorato il punto di vista della Chiesa fondata da Enrico VIII su questo cammino difficile e sofferto con Michael Scott Joynt, vescovo anglicano di Winchester e copresidente dell'”English Roman Catholic committee”, commissione che promuove la collaborazione tra le Conferenze episcopali delle due Chiese e a Gregory Cameron, vicesegretario generale della comunione anglicana che rappresenta settantasette milioni di fedeli in tutto il mondo. ORDINAZIONI GAY. Secondo MICHAEL SCOTT JOYNT le unioni tra omosessuali e l’ordinazione di pastori gay rappresentano ostacoli anche più gravi dell’ordinazione delle donne Vescovo nel dialogo ecumenico. “Sono nodi difficili non soltanto per il dialogo ecumenico”, spiega il vescovo, che siede anche nella “Camera dei Lord” come Lord spirituale, “ma anche all’interno della comunione anglicana dove generano divisioni e ostilità. Credo che qualche svolta decisiva si vedrà nei prossimi sei mesi, un anno, quando le diverse province anglicane risponderanno allo “Windsor Report”, il rapporto messo a punto nel 2004 che le invita a trovare un nuovo modo di stare insieme”. “Resta in ogni caso il problema dell’autorità”, spiega ancora, “anche se il documento del 1999 “The gift of authority” rappresenta un progresso importante”. La strada per il futuro, secondo Scott Joynt, dipenderà dagli sviluppi nella comunione anglicana, da quanto essa riuscirà a raggiungere un centro di unità, nonostante le divisioni del momento. OSTACOLI TEOLOGICI. Per GREGORY CAMERON “la “Chiesa di Inghilterra” vive un momento di profonda ansietà e preoccupazione per le sue divisioni interne che hanno un impatto sul dialogo ecumenico”. “E’ difficile vedere il sentiero futuro”, spiega il portavoce della comunione anglicana, “ma è importante massimizzare le opportunità pratiche che esistono e accantonare gli ostacoli teologici che riguardano soprattutto la morale sessuale”. “Il problema dell’autorità con il riconoscimento della giurisdizione del Papa mi sembra la difficoltà maggiore e non vedo molte vie d’uscita, ma con la Grazia di Dio forse esse esistono. Dobbiamo avere fede nel piano dello Spirito Santo che già in passato ci ha guidato attraverso le difficoltà”. DUE COMMISSIONI AL LAVORO. Tra i passi più importanti si registrano, prima la commissione “Arcic” sul terreno teologico e, a partire dal 2000 la “Iarcuum” che ha tradotto il nuovo accordo su un piano più pratico. La prima fase dell'”Arcic”, dal 1970 al 1981, ha prodotto le dichiarazioni sull’Eucaristia, sul ministero e quelle sull’autorità nella Chiesa; la seconda fase, dal 1983 ad oggi, le dichiarazioni sulla salvezza, sulla giustificazione per fede, sulla natura della Chiesa e sul ruolo della Vergine Maria. Oggi – un risultato impensabile se si pensa alla storia dolorosa di separazione dalla Riforma in poi – cattolici e anglicani concordano sul significato dell’Eucaristia, sulla natura del ministero sacerdotale e sull’identità della Chiesa come comunione. Gli ostacoli teologici più importanti sono stati superati, come ha detto il Primate cattolico di Inghilterra e Galles card. Murphy-O’Connor qualche settimana fa. Anche sul tema dell’autorità, un nodo chiave, il più importante di questo dialogo, un passo importante è stato fatto con il documento “The gift of authority”, del 1999 prodotto dalla “Arcic”, nel quale gli anglicani si sono detti disponibili a considerare forme di autorità papale. In questa fine d’anno le due Chiese aspettano l’ultimo documento della Iarcuum intitolato “Growing together in unity”, “Crescere insieme nell’unita’” e dedicato alle possibilità di tradurre nella vita pratica delle due Chiese le conquiste ecumeniche del dopoguerra. Verrà pubblicato, sembra certo, nei primi mesi del prossimo anno.