PARLAMENTO EUROPEO
Il premio Sakharov al leader dell’opposizione bielorussa
Un messaggio chiaro, diretto all'”ultimo dittatore europeo” Alexander Lukashenko. La decisione assunta dal Parlamento europeo di assegnare il Premio Sakharov 2006 al leader dell’opposizione bielorussa, Alexander Milinkevich, è stata accolta con questa chiave di lettura a Strasburgo. La sessione plenaria della scorsa settimana è stata fitta di appuntamenti e di commemorazioni, mentre all’ordine del giorno erano iscritti temi importanti come la prima lettura del Bilancio 2007 e un dibattito con il presidente della Banca centrale europea, Jean-Claude Trichet. SOSTEGNO ALLA CULTURA. L’Assemblea ha anzitutto dato il via libera ad alcune iniziative nel settore culturale: il programma Media, il programma Cultura e il Programma d’azione nel settore dell’istruzione. Il primo si occupa dell’industria audiovisiva e, secondo la relatrice RUTH HIERONYMI , deputata tedesca, “contiene riferimenti all’importanza del cinema europeo per il dialogo interculturale, sulla diversità linguistica e sui principi della dignità umana, dell’uguaglianza e della non discriminazione”. Il provvedimento, che andrà a favorire la produzione artistica in questo campo, ha una dotazione di 671 milioni di euro per il periodo 2007-2013. Il programma Cultura intende invece “promuovere la mobilità delle persone che lavorano nel settore culturale”, “incoraggiare la circolazione transnazionale delle opere d’arte e dei prodotti culturali”. Il programma riceverà nei prossimi sette anni circa 400 milioni di euro. Infine il Programma per istruzione e formazione, che avrà una dotazione di 7 miliardi di euro, “è destinato – secondo quanto sostenuto dalla parlamentare tedesca DORIS PACK – a sostituire e rinnovare i programmi esistenti, come Erasmus e Leonardo da Vinci”. Il programma “intende promuovere all’interno dell’Unione gli scambi e la cooperazione tra i sistemi di istruzione e formazione per farli diventare un punto di riferimento di qualità a livello mondiale”. TUTELARE LE DONNE IMMIGRATE. L’Aula ha quindi approvato la relazione della deputata greca RODI KRATSA-TSAGAROPOULOU sulla condizione delle donne immigrate nell’Ue. In questo caso il Parlamento sollecita “migliori servizi sociali” e corsi di lingua “per agevolare l’integrazione delle migranti nella società e nel mercato del lavoro”. Esorta poi gli Stati membri a “rifiutare tutte le forme di relativismo culturale e religioso che possano violare i loro diritti fondamentali”, intimando di punire i responsabili di mutilazioni genitali e dei matrimoni forzati e di mantenere illegale la poligamia. D’altro canto, il testo approvato precisa che “l’integrazione è un processo biunivoco che presuppone sia la disponibilità delle donne migranti ad assumersi la responsabilità dell’integrazione, sia la disponibilità dei cittadini Ue ad accettare e integrare le migranti”. Molto più dibattuta, e infine approvata per pochi voti di scarto (321 favorevoli, 311 contrari, 24 astenuti), una risoluzione sul processo di pace in Spagna, con il quale l’Eurocamera condanna le violenze e appoggia la lotta al terrorismo nei paesi Baschi condotta dal governo di Madrid. LA RIVOLTA UNGHERESE. Nel corso della seduta del 25 ottobre, l’Assemblea ha accolto il presidente ungherese LÁSZLÓ SÓLYOM , per una commemorazione della rivolta popolare del 1956 (il giorno seguente è stata approvata una risoluzione sull’argomento). “È significativo e incoraggiante vedere che oggi tutta l’Europa assegna il proprio tributo alla rivolta dell’Ungheria”, ha affermato Sólyom nel suo discorso. “La lotta eroica del ’56 ha portato al mio paese apprezzamento e simpatia. Quei fatti costituivano in realtà un primo colpo al sistema sovietico” e “si cominciava a mettere in dubbio l’ideologia comunista”. Il presidente ha concluso affermando che “la vera ragione di questa commemorazione è che oggi l’Ungheria è uno Stato sovrano, libero, che può aderire alle organizzazioni internazionali, fra cui l’Unione europea”. IL PREMIO A MILINKEVICH. Infine a Strasburgo è giunta la comunicazione dell’assegnazione del Premio Sakharov ad Alexander Milinkevich. Il riconoscimento del Parlamento Ue va ogni anno a persone o organizzazioni che “si battono per la libertà di pensiero” e “agiscono contro l’oppressione, l’intolleranza e l’ingiustizia” in ogni parte del mondo. Per il Premio 2006 i candidati erano tre: oltre allo scienziato bielorusso, il giornalista e politico libanese Ghassan Tueni e “Tutti coloro che si ribellano ai rapimenti in Colombia”. Secondo il Parlamento Ue, Milinkevich opera “contro la violazione dei diritti umani e delle libertà e per il rispetto delle regole che sono alla base della democrazia”; “è alla testa della resistenza pacifica, in un paese in cui vige un regime totalitario”. Milinkevich era stato candidato alle ultime elezioni presidenziali, vinte poi da Lukashenko. Il premio verrà consegnato nel corso della sessione parlamentare di dicembre.