A Parigi ebrei e protestanti in dialogo

“Ebrei e protestanti, tra complicità e incomprensione, quale futuro per le nostre relazioni?”. Questo il tema della conferenza che si è svolta nelle corse settimane a Parigi, nell’ambito del programma “Chiesa e Israele”. “Mi inquieto ogni volta che il diritto fondamentale all’esistenza dello Stato di Israele viene messo in discussione – ha osservato il rabbino Rivon Krygier -. Il dovere delle Chiese è lottare per la coesistenza dello Stato di Israele e della Palestina”. La teologa protestante Elisabeth Parmentier ha da parte sua chiarito che il testo dottrinale “Chiesa e Israele” della Comunione delle Chiese protestanti in Europa (Cepe) “non si occupa dell’attualità sociopolitica, ma propone una riflessione strettamente teologica sulla relazione con Israele inteso nel senso di popolo ebraico” e ha rammentato che “la storia del cristianesimo è fortemente ancorata al giudaismo”. Ciò significa, ha precisato, che “le Chiese protestanti rinunciano allo spirito missionario” e riconoscono “il giudaismo come via di salvezza autonoma, dunque senza Cristo”. Rimane tuttavia aperta la questione della dottrina della salvezza tramite la sola grazia: per il rabbino Krygier, “se l’essere umano dipende completamente dalla grazia di Dio ed è incapace di conseguire la salvezza con le proprie forze, il giudaismo non può che essere screditato”. “La salvezza – ha concluso – passa attraverso le opere della Legge giudaica e attraverso la grazia della fede”.