Le questioni attuali inerenti alla riforma della sanità, le iniziative volte a ridurre gli aborti tardivi e i modi di gestire le disposizioni dei pazienti, così come l’assistenza in punto di morte sono stati i temi principali discussi nell’incontro svoltosi a Bonn il 25 ottobre scorso tra rappresentanti dell’Ordine dei medici federale tedesco, la Conferenza episcopale (Dbk) e il consiglio della Chiesa evangelica della Germania (Ekd). Le delegazioni, guidate dal presidente dell’ordine dei medici, Jörg-Dietrich Hoppe, dal presidente della Dbk, card. Karl Lehmann e dal presidente dell’Ekd, vescovo Wolfgang Huber, hanno espresso “preoccupazione sulle riforme attualmente in fase di elaborazione nel settore della sanità, soprattutto in considerazione del rapporto di fiducia tra medici e pazienti”, si sottolinea in una dichiarazione congiunta rilasciata dopo l’incontro. Gli interlocutori hanno dichiarato unanimemente la necessità di migliorare “la tutela della vita umana non nata”, così come l’esigenza di trovare normative “che aiutino a ridurre in particolare il numero degli aborti tardivi. A questo proposito un ruolo importante deve essere svolto anche dagli aiuti alla vita di e con bambini con disabilità”. Non manca un richiamo all’obiettivo di realizzare un “accompagnamento alla morte dignitoso” per i malati terminali e di implementare le strutture di “hospice e le possibilità dell’assistenza con la medicina palliativa”. L’ordine dei medici, la Dbk e l’Ekd hanno ribadito il “no” all’eutanasia: “la collaborazione di medici al suicidio contrasta con l’etica medica ed è da respingere”, si legge nel comunicato che sottolinea il consenso sul rifiuto di “qualsivoglia tolleranza o agevolazione pubblica di un’assistenza al suicidio istituzionalizzata”.