ECUMENISMO
A Leeds storico incontro tra i vescovi cattolici e anglicani
Il prossimo novembre sarà un mese chiave nel dialogo tra la Chiesa Cattolica e quella anglicana. A Leeds, dal 13 al 16, per la prima volta da quando la “Chiesa di Inghilterra” venne fondata da Enrico VIII nel sedicesimo secolo tutti i vescovi cattolici di Inghilterra e Galles incontreranno i loro colleghi anglicani che siedono nella “Camera dei Vescovi” in parlamento. Nello stesso mese il leader della comunione anglicana l’arcivescovo di Canterbury Rowan Williams andrà in visita ufficiale dal Papa. Su questi due importanti appuntamenti abbiamo chiesto un commento a mons. Andrew Faley, segretario generale per l’ecumenismo e i rapporti interreligiosi della Conferenza episcopale di Inghilterra e Galles. Qual’è il significato dell’incontro di Leeds? “Di fraternità, vescovi che incontrano altri fratelli vescovi, e questo riflette il lavoro ecumenico che facciamo, la grande cooperazione che esiste in questo momento a livello locale tra le due chiese, il modo in cui le due comunità sono impegnate nel lavoro e nel sostegno dato alla società e alla cittadinanza. I vescovi condivideranno anche momenti di preghiera comune, i vespri nella tradizione cattolica e la preghiera del mattino nella tradizione anglicana, quindi discuteremo di come intensificare la nostra testimonianza”. In una recente intervista, parlando di ecumenismo, il card. Murphy O’Connor, Primate cattolico di Inghilterra e Galles, ha dichiarato che il dialogo tra anglicani e cattolici è fermo per la questione dell’ordinazione delle donne vescovo ma gli ostacoli della riforma sono stati superati. Che cosa ne pensa? “Sono d’accordo. Un documento della commissione “Iarcuum” che verrà pubblicato molto presto stabilisce il terreno comune tra le due chiese ed è chiaro che passi teologici chiave sono stati fatti e l’unità è stata raggiunta sul significato dell’Eucaristia, dei Sacramenti e del ministero sacerdotale, ma non bisogna sottovalutare l’ostacolo posto dall’ordinazione delle donne Vescovo, una difficoltà che sembra insuperabile”. Vede una via di uscita? “Non ne vedo. Come ha spiegato il cardinale, si tratta di una difficoltà insuperabile per il momento”. E che cosa prevedete di fare? “Come sempre la Chiesa Cattolica dà il proprio sostegno alla “Chiesa di Inghilterra” e cerca il dialogo, ma il problema è che non esiste un centro di unità nella comunione anglicana. A livello locale i rapporti tra le due chiese sono ottimi, le parrocchie collaborano e viene fatto un importante lavoro di testimonianza della fede cristiana”. Gli ostacoli teologici del dialogo non hanno impatto sul lavoro a livello locale? “Senza dubbio questa è la preoccupazione più grande per noi. Con la crisi che esiste in questo momento nella comunione anglicana dove molte parrocchie non riconoscono l’autorità delle donne Vescovo viene da chiedersi come può la comunione anglicana garantire la presenza di Dio ai propri fedeli nell’Eucaristia e l’autorità dei Sacramenti. Tuttavia è importante ricordarsi, come ha detto il card. Kasper lo scorso aprile, che non si può avere unità senza ricucire le divisioni teologiche. Il dialogo ecumenico con la chiesa anglicana ha sempre avuto un posto importante per la chiesa cattolica, come dimostra l’incontro storico tra Paolo VI e l’arcivescovo di Canterbury Michael Ramsey quarant’anni fa e la strada aperta da quell’incontro continuerà quando l’attuale Primate anglicano Rowan Williams incontrerà il Papa il prossimo mese”. Cosa si attende da questo incontro? “Vi parteciperò con il card. Murphy-O’Connor, ma l’incontro tra il Papa e l’arcivescovo di Canterbury sarà del tutto privato. Si discuteranno le difficoltà che incontrano le due comunioni nella strada verso l’unità e la questione dell’autorità all’interno della comunione anglicana”. A Leeds si arriverà ad una dichiarazione comune di vescovi anglicani e cattolici? “Non penso. Credo che l’incontro di Leeds sottolineerà la necessità di incontri minori tra i Vescovi. Chiesa anglicana e cattolica hanno unito le loro forze su temi di importanza sociale come il suicidio assistito o la difesa degli immigrati e le loro voci unite sono più influenti sul governo. La collaborazione tra anglicani e cattolici è molto forte, ma a volte ci si dimentica il lavoro fatto con altre religioni come i metodisti, il cui numero in tutto il mondo supera di gran lunga quello degli anglicani e i rapporti con la Chiesa Cattolica hanno fatto passi importanti”.