INGHILTERRA
L’impegno della Chiesa cattolica verso le nuove generazioni
Alti livelli di alcolismo e di violenza, gravidanze non volute per colpa di una libertà sessuale diffusa, tanti debiti accumulati già durante gli anni dell’università, guardando le statistiche la gioventù di Inghilterra e Galles sembra davvero in crisi. Non è questo il quadro che ne fa Helen Bardy, direttrice dei “Catholic Youth Services”, l’agenzia della Conferenza episcopale di Inghilterra e Galles che si occupa di pastorale giovanile. Trentenne, piena di entusiasmo, esperienze di lavoro con i giovani nella Chiesa Cattolica e nello Stato, Helen spiega che “questi giovani sono una minoranza. Certo la maggior parte dei giovani si ribella nei confronti dei familiari durante l’adolescenza, è naturale, ma in realtà vogliono ruoli e responsabilità che finiscono per assumersi”. Da parte cattolica non manca l’impegno per parlare alle nuove generazioni usando anche linguaggi più vicini alla loro vita ma senza svilire il “Messaggio” proposto anche attraverso eventi e iniziative. E già si pensa alla Giornata mondiale della Gioventù di Sidney del 2008. “La speranza – dice Bardy – è far partire un contingente di tremila giovani”. Intanto i giovani si sono ritrovati il 14 e 15 ottobre a Birmingham per il più importante raduno giovanile cattolico degli ultimi 25 anni. Il cammino verso Sidney è cominciato. C’è voglia di spiritualità tra giovani inglesi?“Sì, ed è molto intensa e in aumento. Case, l’agenzia per l’evangelizzazione, riceve molte telefonate e messaggi elettronici di giovani che vogliono sapere di Dio, degli angeli, dei santi perché hanno sviluppato una spiritualità loro che comprende anche queste idee. Il problema della Chiesa cattolica inglese è che è sempre stata una Chiesa di minoranza, meno conosciuta e meno organizzata della Chiesa di Inghilterra. I cattolici si danno molto da fare, ma sono meno abituati a fermarsi a pensare a una strategia. La Chiesa non ha un piano su come avvicinare i giovani di questo Paese e ha risorse limitate”.Qual è il rapporto dei giovani con la Chiesa cattolica?“I giovani percepiscono la Chiesa come noiosa e moltissimi ormai non frequentano più scuole cattoliche sebbene siano di alta qualità. E proprio nelle scuole avveniva la formazione ai Sacramenti, Comunione e Cresima, dei giovani cattolici, ma adesso moltissimi giovani non frequentano più le nostre scuole. Le parrocchie, cui tocca per la prima volta il compito di formare i giovani non sanno come organizzarsi. C’è sicuramente un gap a livello parrocchiale nella formazione. Dopo Comunione e Cresima non c’è nulla per i giovani”.E quello con i coetanei appartenenti a religioni diverse?“Molti giovani cattolici vivono, lavorano e studiano accanto a quelli di altre religioni. Questi contatti ci aiutano molto poiché propongono alla Chiesa un approccio nuovo verso le nuove generazioni anche verso quelle di altre religioni. I giovani, si sa, hanno meno barriere degli adulti”. Come superare la difficoltà e tornare a parlare alle nuove generazioni?“In Inghilterra e Galles la Chiesa ha sempre avuto una lunga tradizione nel settore giustizia e pace. Cafod, la charity per gli aiuti al Terzo Mondo, attrae molti giovani; la sezione giovani della St. Vincent de Paul ha ottenuto livelli fenomenali di partecipazione negli ultimi anni. Centoventi gruppi esistono in scuole, parrocchie e università, e sono tutti impegnati in volontariato per gli anziani e i malati. Durante il prossimo Avvento per celebrare l’anniversario della Populorum Progressio di Paolo VI lanceremo l’iniziativa live simply , vivi semplicemente . L’obiettivo è combattere il consumismo con uno stile di vita alternativo che resista alla logica corrente che spinge a guadagnare di più per avere di più. Ai giovani viene anche dedicata una domenica, National Youth Sunday, che ricorre quest’anno il 26 novembre, festa di Cristo Re. Il tema di quest’anno è proprio la giustizia sociale. Abbiamo lavorato a stretto contatto con Cafod per produrre una serie di eventi a sfondo sociale. Stiamo cercando di acquisire più spazi, intesi non solo come luoghi fisici, per i giovani nelle parrocchie. Il cambiamento si nota anche nei linguaggi: nella musica, per esempio, spesso vengono abbandonati gli inni più tradizionali per ritmi gospel, più moderni”.Come è nata l’idea del meeting che ha riunito a Birmingham 400mila giovani?“I vescovi pensavano da tempo a un incontro di questo tipo e l’idea è piaciuta al Catholic Young People’s Forum, un gruppo che rappresenta i giovani cattolici di Inghilterra e Galles e che ha pensato che potesse essere un modo di condividere l’esperienza della Giornata mondiale della gioventù con giovani che non vi hanno potuto partecipare”.