Cresce l’attesa in Turchia per la visita del Papa (28 novembre-1 dicembre). “Il dirottamento aereo del 3 ottobre non mette in discussione la visita di Benedetto XVI. In questi giorni si completerà il programma del viaggio apostolico che porterà molti frutti specialmente nel dialogo con i fratelli musulmani”. A ribadirlo al Sir è mons. Georges Marovitch, portavoce della Conferenza episcopale turca. Tuttavia il dirottamento ad opera di Hakan Ekinci, 30 anni, già noto alle forze dell’ordine turche, non ha mancato di preoccupare l’episcopato cattolico del Paese. “All’inizio eravamo inquieti perché si pensava, dopo tutte le polemiche seguite al discorso di Ratisbona, ad un tentativo di impedire la visita del Papa – racconta il portavoce – tanto più che proprio il 3 ottobre un giornale turco aveva pubblicato un messaggio in cui Al Qaeda minacciava di uccidere il Papa e chiunque, tra i musulmani, avesse osato incontrarlo”. “Poi – continua mons. Marovitch – abbiamo saputo che si tratta di un giovane che non vuole prestare servizio militare e per questo già un’altra volta era fuggito. Apprendo che sarebbe cristiano, ma, da quel che so, non appartiene alla comunità cattolica. Potrebbe trattarsi di una delle tante conversioni all’interno di comunità protestanti”.