La testimonianza cristiana vissuta nel quotidiano da una famiglia fiamminga con tre figli, di cui due disabili gravi; una fedele biografia, con documenti storici inediti, del gesuita filosofo e scienziato Teilhard de Chardin; reportage sulla vita e la fede degli zingari di Romania o sulle povertà nascoste della ricca città di Ginevra: sono alcune delle pellicole proiettate in questi giorni alla 21ª edizione del Prix Farel, il festival internazionale del film a sfondo religioso, che si chiude oggi 4 ottobre a Neuchatel, in Svizzera. Una trentina i film in concorso suddivisi in tre categorie (cortometraggi, lungometraggi e formato medio), in maggioranza documentari andati in onda negli ultimi due anni nelle tv pubbliche e private di Francia, Italia, Svizzera, Belgio, Lussemburgo. Un festival che si caratterizza ogni anno per il taglio ecumenico, visto che sono presenti film ad ispirazione cattolica, protestante, ed anche la giuria è interconfessionale. Oltre cento i partecipanti, riuniti da mattina a sera nel Theatre du Passage per visionare le pellicole e aspettare il verdetto della giuria che arriverà oggi, con una cerimonia ufficiale pomeridiana che concluderà il festival. “Saranno premiati i film che, oltre alla qualità e agli aspetti tecnici, proporranno agli spettatori un messaggio spirituale profondo e di speranza”, spiega André Kolly, organizzatore del Premio. Ai tre vincitori delle rispettive categorie spetterà un premio in denaro di 2000 franchi svizzeri e un bassorilievo scolpito dall’artista svizzero Francis Berthoud. Tra i tanti argomenti e storie trattati nei film, l’esperienza dei protestanti francesi con i “Café biblique”, la comunità americana degli Amish che vive con regole religiose e sociali in netto contrasto con la modernità , il genocidio in Rwanda, il nuovo fenomeno delle chiese evangeliche importate dagli Usa che hanno preso piede tra i giovani svizzeri, confondendo spesso religione e politica.