Ungheria: conferenza in difesa della vita

A Budapest si è tenuta il 25 settembre una conferenza sulla difesa della vita all’Università cattolica Pázmány Péter, organizzata dal Forum pro-life Associazione per le famiglie cattoliche ungherese, la Fondazione ecumenica pro-life e l’Università cattolica Pázmány Péter, con il patrocinio del card. Péter Erdo. Alla conferenza hanno partecipato vescovi cattolici e protestanti, professori, medici e molti altri rappresentanti di diverse organizzazioni pro-life. Le tre sessioni svolgevano temi legati ai valori e alla difesa della vita, della salute, dell’integrità fisica e della dignità umana da punti di vista medico, etico, legale, teologico, pastorale e pedagogico. Gli organizzatori hanno rivolto un appello “a tutte le persone di buona volontà”, nella speranza di “essere a servizio di una società amica della vita e delle famiglie”. “Sentendoci responsabili della vita umana – riferisce l’agenzia cattolica Magyar Kurír – professiamo che la vita umana è, dal momento della concezione alla sua fine naturale, un valore sacrosanto, fondamentale ed eterno”, un valore “non solo personale, ma anche comunitario e sociale; fonte e premessa di ogni diritto personale. Una sua adeguata e piena difesa deve essere garantita anche nelle società secolari. In ogni singola vita umana dobbiamo scoprire il suo splendore meraviglioso, il suo valore inestimabile”. “Noi uomini non possiamo disporre della vita, ne siamo soltanto amministratori accurati, e non signori sovrani; il nostro compito è accoglierla con gratitudine e amore e salvaguardarla”. I partecipanti alla conferenza hanno affermato che “nell’unione matrimoniale l’uomo e la donna istituiscono una comunità esclusiva e indissolubile di tutta la vita che per la sua natura verte sul bene dei coniugi, sulla procreazione e l’educazione dei figli.” “Nel consenso matrimoniale, espresso legalmente e che non può essere sostituito da nessun potere umano, l’uomo e la donna si donano vicendevolmente e si accettano l’un l’altra in un’alleanza irrevocabile”.