BENEDETTO XVI IN GERMANIA
Un “percorso tracce” lungo le strade della Baviera
Ripercorriamo, quasi seguendo “un percorso tracce”, il viaggio apostolico del Papa in Baviera dal 9 al 14 settembre. Per ogni giorno abbiamo colto una frase dalle omelie e dai discorsi da lui pronunciati. Nella visita, che ha avuto per motto una sua esclamazione ripetuta sovente, “Chi crede, non è mai solo!”, Benedetto XVI si è recato nelle tre diocesi della Baviera del Sud in cui, prima della sua chiamata a Roma, egli ha vissuto e operato. SABATO 9 SETTEMBRE. Con i giornalisti in aereo: “Volo volentieri verso casa. È bello che almeno una volta possa rivedere la mia patria, girare per le città dove sono stato. E volo verso casa con gioia per il fatto che celebreremo una grande festa della fede e che ciò rafforzerà la nostra reciprocità. … Si dice che quando si va a Monaco, bisogna andare anche una volta a Berlino, ma io sono un uomo anziano. Non so quanto tempo ancora mi concederà il Signore. Io sono il Papa della Chiesa universale. Ora penso soprattutto a Costantinopoli, al Brasile come prossimi viaggi. Se potessi recarmi ancora una volta in Germania, ne sarei molto lieto. Lo interpreterei come un dono di Dio”. SABATO 9 SETTEMBRE . Monaco, aeroporto Franz Joseph Strass, cerimonia di benvenuto: “Il contesto sociale odierno è sotto molti aspetti diverso da quello del passato. Penso tuttavia che siamo tutti uniti nella speranza che le nuove generazioni restino fedeli al patrimonio spirituale che, attraverso tutte le crisi della storia, ha resistito. La mia visita alla Terra che mi ha dato i natali vuol essere anche un incoraggiamento in questo senso: la Baviera è una parte della Germania; appartenendo alla storia della Germania nei suoi alti e bassi, può con buona ragione essere fiera delle tradizioni ereditate dal passato. Il mio augurio è che tutti i miei compatrioti nella Baviera e nell’intera Germania si facciano parte attiva nella trasmissione dei valori fondamentali della fede cristiana ai cittadini di domani”. SABATO 9 SETTEMBRE. Monaco, Marienplatz, saluto davanti alla Mariensäule: “… l’orso di san Corbiniano mi incoraggia sempre di nuovo a compiere il mio servizio con gioia e fiducia – trent’anni fa come anche adesso nel mio nuovo incarico – dicendo giorno per giorno il mio ‘sì’ a Dio: Sono divenuto per te come una bestia da soma, ma proprio così ‘io sono con te sempre’. L’orso di san Corbiniano, a Roma, fu lasciato libero. Nel mio caso, il ‘Padrone’ ha deciso diversamente. Mi trovo, dunque, di nuovo ai piedi della Mariensäule per implorare l’intercessione e la benedizione della Madre di Dio, questa volta non solo per la città di Monaco e per la Baviera, ma per la Chiesa universale e per tutti gli uomini di buona volontà”. SABATO 9 SETTEMBRE. Monaco, Marienplatz, preghiera alla Mariensäule: “Insegna a noi – grandi e piccoli, dominatori e servitori – a vivere in questo modo la nostra responsabilità. Aiutaci a trovare la forza per la riconciliazione e per il perdono. Aiutaci a diventare pazienti ed umili, ma anche liberi e coraggiosi, come lo sei stata Tu nell’ora della Croce”. DOMENICA 10 SETTEMBRE. Monaco, spianata della Neue Messe, Santa Messa: “La tolleranza di cui abbiamo urgente bisogno comprende il timor di Dio – il rispetto di ciò che per altri è cosa sacra. Questo rispetto per ciò che gli altri ritengono sacro presuppone che noi stessi impariamo nuovamente il timor di Dio. Questo senso di rispetto può essere rigenerato nel mondo occidentale soltanto se cresce di nuovo la fede in Dio, se Dio sarà di nuovo presente per noi ed in noi. La nostra fede non la imponiamo a nessuno. Un simile genere di proselitismo è contrario al cristianesimo. La fede può svilupparsi soltanto nella libertà. Ma è la libertà degli uomini alla quale facciamo appello di aprirsi a Dio, di cercarlo, di prestargli ascolto”. DOMENICA 10 SETTEMBRE. Monaco, spianata della Neue Messe, Angelus: “… ci siamo resi conto di quanto sia necessario – per la vita del singolo come per la convivenza serena e pacifica di tutti – vedere Dio come centro della realtà e come centro della nostra vita personale. L’esempio per eccellenza di un tale atteggiamento è Maria, la Madre del Signore”. DOMENICA 10 SETTEMBRE. Monaco, cattedrale, Vespri: “Cari genitori! Vorrei invitarvi vivamente ad aiutare i vostri bambini a credere, ad accompagnarli nel loro cammino verso la Comunione, nel loro cammino verso Gesù e con Gesù”. “Cari insegnanti di religione e cari educatori! Vi prego di cuore di tener presente nella scuola la ricerca di Dio, di quel Dio che in Gesù Cristo si è reso a noi visibile”. “Cari pastori d’anime e tutti voi che svolgete attività di aiuto nella parrocchia! A voi chiedo di fare tutto il possibile per rendere la parrocchia una patria interiore per la gente”. “Tutti e tre i luoghi della formazione – famiglia, scuola e parrocchia – vanno insieme e ci aiutano a trovare la strada verso le fonti della vita, verso ‘la vita in abbondanza’”. LUNEDÌ 11 SETTEMBRE. Altötting, piazza del santuario, Santa Messa: “Rendere Dio grande vuol dire dargli spazio nel mondo, nella propria vita, lasciarlo entrare nel nostro tempo e nel nostro agire: è questa l’essenza più profonda della vera preghiera. Dove Dio diventa grande, l’uomo non diventa piccolo: lì diventa grande anche l’uomo e diventa luminoso il mondo”. LUNEDÌ 11 SETTEMBRE. Altötting, basilica di Sant’Anna, Vespri: “… con ciascuno di noi il Signore ha un suo progetto, ciascuno viene da Lui chiamato per nome. Il nostro compito è quindi di diventare persone in ascolto, capaci di percepire la sua chiamata, coraggiose e fedeli, per seguirlo e, alla fine, essere trovati servi affidabili che hanno operato bene col dono loro assegnato”. MARTEDÌ 12 SETTEMBRE. Regensburg, spianata dell’Islinger Feld, Santa Messa: “Oggi, che consociamo le patologie e le malattie mortali della religione e della ragione, le distruzioni dell’immagine di Dio a causa dell’odio e del fanatismo, è importante dire con chiarezza in quale Dio noi crediamo e professare convinti questo volto umani di Dio. Solo questo ci libera dalla paura di Dio – un sentimento dal quale, in definitiva, nacque l’ateismo moderno”. “La fede non vuol farci paura; vuole piuttosto – e questo sicuramente – chiamarci alla responsabilità. Non dobbiamo sprecare la nostra vita, né abusare di essa; neppure dobbiamo tenerla per noi stessi; di fronte all’ingiustizia non dobbiamo restare indifferenti, diventandone conniventi o addirittura complici. Dobbiamo percepire la nostra missione nella storia e cercare di corrispondervi”. MARTEDÌ 12 SETTEMBRE. Regensburg, università, ai rappresentanti della scienza: “L’occidente, da molto tempo, è minacciato da questa avversione contro gli interrogativi fondamentali della sua ragione, e così può subire solo un grande danno. Il coraggio di aprirsi all’ampiezza della ragione, non il rifiuto della sua grandezza – è questo il programma con cui una teologia impegnata nella riflessione sulla fede bibilica, entra nella disputa del tempo presente”. MARTEDÌ 12 SETTEMBRE. Regensburg, duomo, Vespri: “Essere testimone di Gesù Cristo significa soprattutto: essere testimone di un determinato modo di vivere. In un mondo pieno di confusione, noi dobbiamo dare nuovamente testimonianza degli orientamenti che rendono una vita veramente vita. Questo importante compito comune a tutti i credenti lo dobbiamo affrontare con grande decisione: è responsabilità dei cristiani, in questa ora, di rendere visibili quegli orientamenti di un giusto vivere, che a noi si sono chiariti in Gesù Cristo”. MERCOLEDÌ 13 SETTEMBRE . Regensburg, benedizione del nuovo organo dell’Alte Kapelle: “Come nell’organo una mano esperta deve sempre di nuovo riportare le disarmonie alla retta consonanza, così dobbiamo anche nella Chiesa, nella varietà dei doni e dei carismi, trovare mediante la comunione nella fede sempre di nuovo l’accordo nella lode di Dio e bell’amore fraterno”. GIOVEDÌ 14 SETTEMBRE. Freising, duomo, incontro con i sacerdoti, e diaconi permanenti. Lasciato il testo scritto il Papa parla “a braccio”: “Dio ha bisogno di uomini che dicano ‘si’, sono pronto a diventare tuo operaio… Le mie forze sono insufficienti (devo imparare a) lasciare dei compiti a Dio e ai suoi collaboratori”. GIOVEDÌ 14 SETTEMBRE. Freising, duomo, incontro con i sacerdoti, e diaconi permanenti. Il Papa lascia il testo scritto alla lettura dei presenti. “Il generoso spendersi per gli altri non è possibile senza la disciplina e il costante ricupero di una vera interiorità piena di fede. L’efficacia dell’azione pastorale dipende, in definitiva, dalla preghiera; altrimenti il servizio diventa vuoto attivismo. Perciò il tempo dell’incontro immediato con Dio nella preghiera a buona ragione può essere qualificato come la priorità pastorale per eccellenza: è il respiro dell’anima, senza il quale il sacerdote necessariamente resta ‘senza fiato’, privo dell”ossigeno’ dell’ottimismo e della gioia, di cui abbisogna per lasciarsi mandare, giorno per giorno, come operaio nella messe del Signore”. GIOVEDÌ 14 SETTEMBRE . Monaco, aeroporto, cerimonia di congedo: “Con le sue parole (dell’autore dell’inno tradizionale del popolo bavarese, n.d.r.), che è anche una preghiera, mi piace lasciare ancora un augurio alla mia Patria: ‘ Dio sia con te, Paese dei Bavaresi, terra tedesca, Patria!/ Sopra i tuoi vasti territori riposi la sua mano benedicente!/ Egli protegga la tua campagna e gli edifici delle tue città/ e conservi a te i colori del suo cielo bianco e azzurro!’. A tutti un cordiale arrivederci!”.