Notizie confortanti anche sul fronte del Prodotto interno lordo (Pil). Secondo l’Ufficio Statistico Ue, infatti, nel secondo trimestre 2006 sia il Pil di Eurolandia sia quello dell’Ue 25 sono cresciuti dello 0,9%, portando al 2,6% ed al 2,8% rispettivamente l’aumento relativo allo stesso periodo 2005. Bruxelles spiega tale performance con la forte crescita degli investimenti (oltre il 2% di progresso) e con la bilancia attiva del saldo import/export (aumento dell’1,3% delle esportazioni dei Paesi dell’Euro Ue a fronte di un tasso delle importazioni dell’1,2%). La Grecia è l’unico Paese a presentare una crescita inferiore allo zero (-0,4%). Nel corso degli ultimi dodici mesi è la Lituania che ha fatto registrare un vero e proprio boom di crescita, con un aumento del Pil pari al 9%, seguita dalla Slovacchia (6,6%) e dalla Polonia (5,6%) che evidentemente incontrano serie difficoltà nell’accompagnare la crescita degli investimenti nel proprio Paese alla creazione di posti di lavoro per i propri cittadini. Il dato europeo – superiore di poco rispetto a quello giapponese – resta tuttavia di molto inferiore al livello di crescita americana che ha raggiunto a giugno il livello del 3,6%.