BENEDETTO XVI IN GERMANIA
Anche i media laici comprendono che il cristianesimo è “una cosa viva”
Mentre prosegue il viaggio apostolico di Benedetto XVI a München, Altötting e Regensburg (9-14 settembre), tracciamo un primo bilancio con LUDWIG RING-EIFEL , direttore della Kna (Katholische Nachrichten-Agentur), l’agenzia di stampa cattolica tedesca. In che modo la Baviera ha accolto Benedetto XVI? La stessa accoglienza c’è stata anche negli ambienti ecclesiali e culturali spesso critici nei confronti dell’attuale Pontefice, quando era cardinale? “A livello popolare c’è stata un’accoglienza cordiale – una cosa che non vedevo da anni – simile a quanto verificatosi in occasione dell’ultima visita di Giovanni Paolo II a Cracovia. Per quanto riguarda gli ambienti ecclesiali e culturali: stanno accogliendo il Papa molto più apertamente che in passato. Ne parlano con più chiarezza ed equilibrio. È un atteggiamento che si vede anche nei media, in modo particolare in quelli di posizioni politiche tradizionalmente lontane, per i quali il cardinale Ratzinger era una specie di bestia nera, di inquisitore. Adesso, nella stampa laica c’è un giudizio più equilibrato e più chiaro. Vengono pubblicati quasi integralmente i discorsi, persino quelli con contenuti teologici. È una novità per noi. Sono state addirittura riportate le parole del Papa su Maria, cosa impensabile fino a qualche anno fa”. Quali, per ora, le reazioni delle altre Chiese cristiane? “Il Papa ha reagito molto bene al riferimento all’ecumenismo nel discorso del presidente Köhler; parlando a braccio, ha dichiarato la sua volontà di fare di tutto per il cammino ecumenico con la forza del cuore e della ragione. È da registrare, inoltre, la presenza del vescovo luterano della Baviera – il vescovo Friedrich – al luogo di pellegrinaggio mariano di Altötting. Era la prima visita del vescovo a questo luogo di culto mariano ed ha affermato che il modo, in cui il Papa ha celebrato la Messa, gli ha aperto un nuovo modo di vedere la venerazione di Maria nella Chiesa cattolica. Ha anche annunciato di voler tornare ad Altötting. Ciò è molto bello”. Quali sono state le parole del Papa che hanno colpito l’opinione pubblica tedesca? “Difficile dire. Finora, forse, il discorso sulla sordità verso Dio: non avere più il senso di Dio, della religione, e scoprirsene orfani. Queste parole del Papa hanno aperto le orecchie anche a coloro che non sono abituati ad ascoltare omelie o discorsi teologici. Un giornalista ha riassunto molto bene il concetto dicendo: Giovanni Paolo II aveva detto: Aprite, spalancate le porte a Cristo . Il motto di questo Papa è invece: Aprite le orecchie a Dio“. Dopo la Gmg di Colonia, pare che i giovani tedeschi abbiano iniziato a ritrovare un percorso di fede. Li abbiamo visti numerosi anche in questi giorni. Crede che ci siano segnali di una riscoperta dell’essere cristiani? “Già dalla morte di Giovanni Paolo II si è iniziato a parlare di riscoperta della religione. I media, che credevano che i giovani fossero completamente atei ed edonisti, ora notano che esiste una forte minoranza che si riscopre cristiana o cattolica. La tendenza viene rafforzata dalla visita di Benedetto XVI. Anche in questo si vede che qualcosa sta crescendo, rinascendo, dopo un inverno che durava dal Sessantotto”. Il viaggio del Papa stimola anche alcune riflessioni sul rapporto “fede – politica”. Si può esprimere un giudizio al riguardo? “Finora nella politica ho visto solo un po’ di retorica. Dichiararsi cristiano sta diventando chic . Il mondo politico si è reso conto che c’è una tendenza che, pur non essendo maggioritaria – è bene ricordarlo – è molto visibile, vivace, presente nei media e ne tiene conto. Piuttosto ritengo possibile ripercussioni sul piano del dialogo con l’Islam. Le indicazioni del Papa a un dialogo ragionevole con l’Islam – per esempio, quando ha ribadito a Monaco la necessità di rispettare il sacro altrui – rappresentano una nuova chiave di lettura nel rapporto con i musulmani. In questo campo, il governo tedesco sta ancora cercando un modo di dialogare e comunicare, ma non l’ha ancora ben trovato. Forse dalla visita del Papa giunge un nuovo spunto per un dialogo più approfondito con l’Islam, che va al di là di quello puramente tecnico e giuridico”. Come la stampa tedesca sta raccontando questo viaggio apostolico? “La copertura mediatica è molto più vasta che in passato. I maggiori giornali nazionali dedicano ogni giorno una pagina alla visita del Papa. Ci sono emittenti televisive pubbliche e private che offrono una copertura quasi completa. Vi è poi l’attenzione da parte dei media laici, che testimonia un cambiamento di mentalità: lo vedo anche da colleghi laici, dichiaratamente atei, che danno oggi maggior risalto alla religione rispetto al passato. Ora comprendono che si tratta di una cosa viva, di cui devono tener conto e di cui – da bravi giornalisti – devono parlare”.