PARLAMENTO EUROPEO

Ritorno in aula

La sessione plenaria del 4-7 settembre

Dopo la pausa estiva, il Parlamento europeo è tornato al lavoro. È, infatti, in corso a Strasburgo, dal 4 fino al 7 settembre, la sessione plenaria degli eurodeputati. Al centro dei lavori alcuni temi di particolare rilevanza: situazione in Medio Oriente, diritti umani in Cina, programma di lotta alla violenza su donne e bambini. Altri temi in discussione attengono al modello sociale europeo, alla tutela del patrimonio culturale dell’Ue e agli incendi estivi. Gli eurodeputati sono inoltre chiamati a pronunciarsi su una serie di provvedimenti, tra cui: la relazione Riis-Jørgensen sulla tassazione degli autoveicoli – che introduce il principio del “calcolo delle tasse in base al livello di emissioni nocive” e che fa propria la proposta della Commissione di abolire progressivamente il bollo di immatricolazione -; la relazione Gröner sulla lotta contro la violenza, la relazione Bowis che accoglie con favore il Libro Verde della Commissione sulla salute mentale nell’Ue. Sono attese anche le Dichiarazioni di Consiglio e Commissione sui Piani nazionali di attribuzione (2008-2012) ai sensi del Protocollo di Kyoto in ordine al sistema di scambio delle quote di emissioni di gas a effetto serra, le Dichiarazioni del Consiglio sull’Accordo di associazione Ue-Albania e la relazione della Commissione Affari Esteri sui progressi della Turchia nei negoziati di adesione. Infine, la presidenza finlandese illustrerà all’assemblea il Progetto di bilancio generale dell’Unione europea (esercizio 2007). POLITICA ESTERA. L’apertura dei lavori é stata caratterizzata dall’informativa del presidente JOSEP BORRELL sui principali temi di attualità. Circa la situazione in Libano – argomento che sarà affrontato nel corso della discussione prioritaria sul Medio Oriente di mercoledì 6 settembre – é stato ricordato l’impegno dell’Europarlamento per il cessate-il-fuoco, confluito in una Dichiarazione “più energica rispetto a quella del Consiglio”. Nel dibattito, in programma il 6 settembre, l’assise analizzerà le conseguenze geopolitiche del conflitto tra Israele ed Hezbollah e valuterà il contributo europeo – in termini militari, umanitari e finanziari – nella ricerca di una pace stabile e duratura in tutta la regione. Il Parlamento adotterà poi una Risoluzione al riguardo. All’apertura dei lavori, Borrell ha anche affrontato l’emergenza immigrazione clandestina, insistendo sulla necessità che l’Ue si doti di una “politica comune della gestione dei flussi migratori”. Infine, riguardo ai recenti falliti attentati aerei, il presidente ha esortato l’Europa ad “aumentare la vigilanza senza mettere in questione le libertà civili”. LOTTA ALLA VIOLENZA. Gli eurodeputati hanno approvato, martedì 5 settembre, in prima lettura la relazione di LISSY GRÖNER sulla proposta di Decisione del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce il Programma specifico “Lotta contro la violenza (Daphne) e prevenzione e informazione in materia di droga per il periodo 2007-2013”, unitamente al relativo progetto di Risoluzione legislativa. Se, da un lato, l’assemblea di Strasburgo ha accolto con favore la proposta della Commissione che ricalca a grandi linee la struttura del programma Daphne (giunto ormai alla terza edizione e dotato di un bilancio di 138 milioni di euro), dall’altro lato, ha messo l’accento sulle vittime più vulnerabili della violenza attraverso emendamenti al testo originale che intendono dare priorità alla lotta contro la violenza domestica, alle mutilazioni genitali femminili, alla tratta di esseri umani, alla prostituzione coatta, allo sviluppo di iniziative a favore delle minoranze etniche ma anche alle attività di informazione e prevenzione. Significativo anche l’emendamento iniziale che suggerisce di cambiare il titolo in “Programma specifico di prevenzione e lotta alla violenza contro i bambini, i giovani e le donne e di protezione delle vittime e dei gruppi a rischio (Daphne III) come parte per il periodo 2007-2013 come parte del Programma generale Diritti fondamentali e giustizia”, a riprova dell’attenzione che deve essere dedicata alle vittime sensibili e maggiormente indifese. SALUTE MENTALE. La plenaria ha anche approvato in via definitiva la relazione dell’inglese JOHN BOWIS sul miglioramento della salute mentale della popolazione, che fa seguito al Libro Verde “Verso una strategia sulla salute mentale per l’Unione europea”, presentato dall’Esecutivo nel 2005. Nel complesso, gli eurodeputati si sono espressi positivamente nei confronti dell’iniziativa della Commissione europea, accogliendo l’invito a porre in essere una strategia comune capace di far emergere tutte le facce di una patologia ancora troppo spesso misconosciuta. In particolare, nella relazione si pone l’accento sui problemi specifici delle donne e dei giovani e sull’urgenza politica di riformare e armonizzare i servizi europei di prevenzione e cura delle malattie mentali. Oltre agli aspetti puramente medici, la relazione del Parlamento sottolinea la necessità di dare “priorità alla lotta contro la discriminazione subita dalle persone affette da patologie mentali”.