UNIONE EUROPEA

Oltre i confini

La quarta fase del progetto di sostegno alle zone di frontiera

Un progetto per fornire sostegno alle zone di frontiera dell’Unione europea. È lo spirito di Interreg, “iniziativa comunitaria del Fondo europeo di sviluppo regionale per la cooperazione tra regioni dell’Ue”, volta a “rafforzare la coesione economica e sociale nell’Unione promuovendo da un lato la cooperazione transfrontaliera, transnazionale e interregionale e dall’ altro lato lo sviluppo equilibrato del territorio”. Lanciato nel 1990, il progetto Interreg conclude quest’anno la terza programmazione, e propone una “quarta edizione” per il quinquennio 2007-2013. Per ulteriori informazioni: http://ec.europa.eu/regional_policy/interreg3/index_it.htm. LE FRONTIERE DELL’ADRIATICO. “Cooperazione territoriale”: questo il nome della quarta esperienza di Interreg, che vedrà la luce il prossimo anno. Come nel passato, includerà ancora tra i suoi obiettivi la coesione economica e sociale a livello transfrontaliero, rivolgendosi in primo luogo all’area dell’Adriatico. In un’ottica di coinvolgimento di paesi extra Ue, fra le aree europee di maggiore interesse per il programma, quella adriatica rappresenta certamente uno spazio di cooperazione decisivo per accelerare il processo di stabilizzazione e sviluppo del Sud-est Europa, la parte del nostro continente dove esistono le maggiori disparità di reddito e dove si sviluppano le tensioni più acute. Così, lo spazio adriatico si trasforma in un “mare europeo”, in vista della possibile formazione di una euroregione adriatica, area omogenea territoriale e marittima le cui frontiere potranno essere varcate con più facilità.COINVOLGERE LE AREE PERIFERICHE. Interreg è uno fra i più longevi strumenti a cui la Commissione Europea ha dato vita per promuovere lo sviluppo economico e l’integrazione fra Paesi e regioni. Rientra all’interno di una programmazione per facilitare il coinvolgimento delle aree extra comunitarie, superando i confini fra gli Stati all’interno e all’esterno, e cercando di affrontare i numerosi ostacoli legati alle differenze linguistiche, culturali, legali e amministrative. Tutto ha avuto origine dalla situazione di svantaggio delle aree periferiche dell’Ue, in termini di posizione geografica e gap amministrativi, legislativi, linguistici e strutturali. Problemi che già negli anni Sessanta sono stati portati all’attenzione delle istituzioni comunitarie e dei governi nazionali, e che procedevano di pari passo con le strategie di semplificazione e facilitazione per una libera circolazione di merci, servizi e persone da un Paese all’altro, perseguite fin dal Trattato di Roma del 1957, e poi perfezionate con la creazione del Mercato Unico e i successivi allargamenti.STRUMENTO PER L’INTEGRAZIONE. Perciò, fin dall’inizio, l’obiettivo del programma Interreg è stato quello di fornire un sostegno verso un superamento di queste difficoltà nello sviluppo, stimolando la cooperazione transfrontaliera all’interno dell’Ue, ma anche all’esterno, in particolare con i Paesi dell’Europa centro-orientale. La cooperazione transnazionale, tra Paesi vicini, è stata introdotta nel 1994, con la seconda programmazione (1994-1999), e poi mantenuta anche per la terza (2000-2006). Due i cardini attorno ai quali ha ruotato quest’ultima programmazione: “le frontiere esterne dell’Unione europea, soprattutto in prospettiva dell’allargamento” e “la cooperazione con le regioni ultraperiferiche dell’Unione”. Nel corso di quest’ultimo ciclo, al fine di favorire e agevolare una progettazione il più possibile coerente ed efficace, il programma è stato suddiviso in aree distinte dal punto di vista geografico. I circa 5 miliardi di euro a disposizione hanno consentito di realizzare progetti volti a migliorare la cooperazione non solo tra le regioni confinanti, ma anche tra Paesi geograficamente, e in alcuni casi culturalmente, vicini, toccando priorità relative allo sviluppo urbano e rurale, alla creazione di un sistema di trasporti efficace e sostenibile, all’accesso alla società dell’informazione, alla valorizzazione dei beni culturali, artistici e naturali, e alla protezione dell’ambiente.