UNIONE EUROPEA

Più slancio dopo la pausa?

In settembre andranno subito ripresi temi importanti e urgenti

Anche le sedi istituzionali dell’Unione europea a Bruxelles, Strasburgo e Lussemburgo hanno chiuso i battenti per le ferie estive. Rimangono in sospeso temi di ampia portata, che esigeranno una soluzione a partire da settembre. L’elenco è lungo: il processo costituzionale; i futuri allargamenti; il coinvolgimento dei cittadini nel processo democratico europeo; il dibattito sulla creazione di uno spazio di libertà e sicurezza; quello relativo all’utilizzo dei fondi europei, cui si collegano questioni di rilevanza etica, sociale ed economica (si pensi ai finanziamenti per la ricerca, oppure a quelli destinati a istruzione, innovazione, infrastrutture, agricoltura). IL DIBATTITO SULLA COSTITUZIONE. Sulla Costituzione si è espresso il Consiglio europeo di metà giugno, che invita a proseguire il dibattito politico a livello nazionale e comunitario (anche mediante il Piano D promosso dalla Commissione), mentre stabilisce che una decisione sulle ratifiche della Carta sarà assunta entro il 2008 dai capi di Stato e di governo, così da individuare una soluzione prima delle elezioni per il Parlamento Ue del giugno 2009. È ovvio che la situazione interna di alcuni paesi membri e gli appuntamenti elettorali che attendono fra gli altri la Francia, hanno suggerito di prender tempo. Alla presidenza di turno tedesca, in carica nel primo semestre 2007, è stato dato mandato di organizzare un summit straordinario per il cinquantesimo dei Trattati istitutivi Cee (risalenti al 25 marzo 1957). Da questo vertice “dovrà emergere – così ha spiegato il cancelliere austriaco WOLFANG SCHÜSSEL , sotto la cui guida s’è tenuto l’ultimo Consiglio – una dichiarazione solenne per rilanciare l’integrazione e per ribadire i valori e le ambizioni dell’Europa comunitaria”. SPIRITO EUROPEO E RISULTATI CONCRETI. I leader riuniti a Bruxelles si sono resi conto, d’altro canto, che lo stallo in cui l’Unione è precipitata dopo il “no” francese e olandese alla Costituzione, non ha solo inficiato il cammino della Carta fondamentale, ma ha anche segnato un indebolimento dello “spirito europeo” e un rallentamento complessivo delle politiche Ue, facendo crescere le perplessità dei cittadini verso la “casa comune”. Non è un caso se negli ultimi tempi si sono rafforzati partiti e movimenti antieuropeisti, nazionalisti e xenofobi in tutto il continente, alcuni dei quali assurti a responsabilità di governo. Ecco perché sempre dal Consiglio dei 25 è giunto l’impegno a una maggiore attenzione agli aspetti concreti dell’integrazione e la volontà di moltiplicare i “risultati” a favore dei cittadini, dei lavoratori e delle famiglie europee. “Inauguriamo oggi – ha spiegato lo stesso Schüssel il 16 giugno – una politica del doppio binario: da una parte l’impegno per definire il quadro istituzionale dell’Unione, compreso il capitolo fondamentale della Costituzione; dall’altra parte, superiamo la pausa di riflessione ed entriamo in quella dei progetti e dei risultati concreti”. L’auspicio del cancelliere è che l’Ue “riprenda il cammino”, con un occhio all’ingegneria istituzionale e uno ai popoli, “alle loro esigenze quotidiane, alle preoccupazioni espresse dall’opinione pubblica sul presente e sul futuro dell’Europa”. IL PUZZLE COMUNITARIO. Anche l’ampliamento dei confini segna in questa fase il confronto politico nell’Unione. Per Romania e Bulgaria i giochi sembrano fatti, anche se in autunno dovrà venire una decisione definitiva per il loro ingresso, al momento fissato al 1° gennaio 2007, ma che potrebbe slittare di un anno. Consiglio, Parlamento e Commissione Ue ritengono del resto opportuno chiarire il quadro costituzionale prima di ulteriori allargamenti; nel frattempo si è rafforzato il concetto di “capacità di assorbimento”: ossia ci si impegna a verificare che l’Unione sia pronta ad aprire le porte a nuovi soci senza compromettere l’edificio comunitario (istituzioni, normative, bilancio…), evitando al contempo di “diluire” l’identità, i valori fondamentali e gli obiettivi verso cui è orientata l’Unione stessa. Il neo presidente di turno del Consiglio, il finlandese MATTI VANHANEN ha spiegato in proposito che “una volta avviati i negoziati con un paese, ci si attende una futura adesione. Ma gli Stati candidati devono dimostrare di rispettare tutti i criteri necessari per l’ingresso; questo vale specialmente per la Turchia e per la Croazia. Al medesimo tempo, l’Unione deve riflettere sulla sua capacità di assorbimento”. I temi in discussione appaiono evidentemente collegati fra loro: ogni tassello è indispensabile per realizzare il puzzle comunitario. Il processo d’integrazione riserverà nei prossimi mesi nuovi appuntamenti cruciali, a partire dal vertice di Tampere (20-22 settembre) sul programma dell’Aia, volto a definire uno “spazio europeo di giustizia, libertà e sicurezza” e dal nuovo passaggio all’Europarlamento del settimo Programma quadro per la ricerca. In questo caso saranno in gioco i finanziamenti comunitari, fra cui quelli purtroppo indirizzati in prima battuta alle sperimentazioni sulle cellule staminali.