FEDE ED ETICA
La Chiesa cattolica e le grandi questioni dell’Europa
“La giustizia non è solo una questione economica. Essa deve considerare anche la pari dignità di ogni essere umano e ciò significa rispetto delle diverse culture, dei poveri, dei disabili. Per i teologi morali vi sono tuttavia problemi più complessi”: innanzitutto “la scelta fondamentale di come porre l’altro nel proprio progetto di vita buona, considerandolo come aiuto (o ostacolo) oppure, in via alternativa, come parte essenziale del progetto stesso”. Così ENRICO CHIAVACCI, ( Facoltà teologica di Firenze, Italia), intervenuto al primo congresso internazionale dei teologi morali cattolici che si è svolto nei giorni scorsi nella città italiana di Padova su “Etica teologica cattolica nella Chiesa mondiale”. Voluto da un comitato di teologi guidato da padre James Keenan, gesuita di Boston, il congresso ha visto la partecipazione di oltre 400 teologi di 60 Paesi dei cinque continenti. L”incontro diventerà un appuntamento quadriennale, ogni volta in un Paese diverso.Proponiamo alcuni spunti riferiti alla realtà europea. GLOBALIZZAZIONE. Poiché “ogni essere umano – ha proseguito Chiavacci – è culturalmente condizionato da una serie di elementi che recepisce fino dall’infanzia e rimangono impressi nella memoria del suo subconscio”, e non si tratta soltanto “di lingue diverse ma anche di differenti schemi relazionali”, queste “differenti culture producono inevitabilmente diverse modalità di cooperazione con gli altri e mostrano concretamente il nostro grado di amore e di servizio verso di loro”. Per il relatore, “l’intersezione tra una scelta morale di base comune a ciascuno, e i diversi modi di viverla, costituisce un tema per la morale e l’etica fondamentale. L’etica applicata dovrà studiarne le applicazioni pratiche nelle diverse aree del vivere sociale”. SFIDE MORALI . Diverse le sfide morali oggi per la Chiesa cattolica in Europa; tra queste “la risoluzione adottata dal Parlamento europeo nello scorso gennaio sull’omofobia, quella sull’aumento della violenza razzista e omofobica (giugno 2006) e il recente voto sul Settimo programma quadro per finanziare la ricerca sulle cellule staminali embrionali”. L’obiettivo comune di tali iniziative è, per il teologo polacco PIOTR MAZURKIEWICZ, “diffondere la convinzione” che l’opinione degli oppositori sia “un vergognoso relitto fuori posto nell’attuale dibattito politico”, “assolutamente non sostenibile da persone civili”. Ciò pone “un problema molto delicato – avverte Mazurkiewicz -: l’impiego del Pe per esercitare pressioni sugli Stati membri affinché vengano modificate le legislazioni nazionali” in materia di ricerca sugli embrioni e di relazioni tra persone dello stesso sesso. Come interviene, al riguardo, la Chiesa? “Innanzitutto – risponde – precisando il proprio insegnamento in materia”; essa inoltre “fa pressione a favore di soluzioni compatibili con la ragionevolezza e, infine, diffonde la propria parola tra i fedeli”. ECONOMIA . Di fronte allo “scacco dell’economia come attività nella quale sono coinvolte imprese, politiche e cittadini” nei confronti delle povertà del mondo (790 milioni di persone sottoalimentate, oltre 880 milioni privi di accesso all’assistenza sanitaria di base e all’acqua potabile), occorre un nuovo orientamento “dell’attività economica legato a obiettivi che le conferiscano senso e legittimità sociale”. Lo ha detto ADELA CORTINA , docente di etica e filosofia politica all’Università di Valencia (Spagna). “La grande sfida” ha proseguito “è trasformare l’economia dal suo interno, ripensandola e ricostituendola”. Di qui il contributo che “la teologia morale, come un’ermeneutica critica dell’attività economica, può offrirle. L’eticista teologo non può risolvere le questioni economiche, ma può aiutare a ‘pensare’ l’economia, lavorando con esperti e specialisti” per darle una fisionomia “etica, ovvero all’altezza dei compiti che dovrebbero esserle propri”. “ SENSUS FIDELIUM”. Pur suscitando una certa “diffidenza” e dopo aver “conosciuto una lunga eclissi, spiegabile per le difficoltà del suo impiego, soprattutto nell’ambito della morale”, “il concetto di sensus fidelium (il sentire dei fedeli) dice molto sulla fede della Chiesa cattolica” ed è di “straordinaria importanza per una vita ecclesiale vivace ed evangelica”. Ne è convinto PAUL VALADIER, della Facoltà dei gesuiti di Parigi, “La sua svalorizzazione – afferma – indebolisce le posizioni morali della Chiesa”, isola “il magistero e ne impedisce la comprensione”. Ma il “sensus fidelium non “è un calare dall’alto proposizioni imperative su una folla inerte”; esso presuppone, piuttosto, “un movimento circolare tra le parti della vita ecclesiale; uno scambio che consenta la mutua comprensione”. “Ci vuole tempo per essere compresi, occorre accogliere le eventuali obiezioni per poter precisare le proprie posizioni e renderle più accettabili all’ascoltatore, senza tuttavia attenuarle”.