ANGLICANI
Il Sinodo generale della Chiesa di Inghilterra
Un altro passo sulla via dell’ ordinazione delle donne Vescovo, la richiesta al governo britannico di sospendere l’arsenale nucleare, un rapporto sulla vendita degli edifici ecclesiastici e un forte appello contro i terroristi islamici. Questi sono stati i temi più importanti del Sinodo Generale della “Chiesa di Inghilterra” che si è chiuso a York l’11 luglio scorso. Gli anglicani britannici hanno deciso che non esistono ostacoli teologici all’episcopato femminile, ma non sono riusciti a trovare una soluzione legislativa che accontenti chi è contrario all’ordinazione delle donne Vescovo e vuole abbandonare la comunione. “IN COMPLETA CONFUSIONE”. Nel 1994 quando vennero ordinate le donne pastore l’idea di una terza provincia separata con Vescovi autonomi nella quale confluissero coloro che erano contrari all’ordinazione delle donne accontentò le due fazioni. Oggi contro un identico compromesso si ribellano i sostenitori dell’ordinazione delle donne Vescovo che accusano la Chiesa di ipocrisia. Durante l’omelia tenuta nella cattedrale di York la scorsa domenica al Sinodo riunito in chiesa l’arcivescovo Rowan Williams guida teologica della “Chiesa di Inghilterra” e della comunione anglicana che raccoglie 77 milioni di fedeli in tutto il mondo ha ammesso che la “Chiesa di Inghilterra è confusa e fa fatica” e ha aggiunto che “ci troviamo in una condizione di completa confusione ma non imbrogliamo tentando di convincere che il potere e la saggezza di Dio non dipendono dalla coerenza dei meccanismi della Chiesa di Inghilterra. TERRORISTI BLASFEMI. Nella stessa occasione Rowan Williams ha accusato i terroristi di blasfemia e di una delirante fantasia di controllo. “La loro è una condizione di debolezza spirituale che fa pietà e paura allo stesso tempo. La persona che ricorre a omicidi casuali per promuovere l’onore di Dio e la causa della giustizia non ha alcuna fiducia in Dio e ritiene che Egli sia troppo debole per difendere il suo onore e che tocchi a noi intervenire in questo senso. La predica dell’ arcivescovo segue l’appello lanciato dal Primo Ministro britannico Tony Blair che ha chiesto ai musulmani moderati di sfidare gli estremisti che esistono all’interno della loro comunità. Rowan Williams ha voluto spiegare ai membri del Sinodo che “quello che cerchiamo non è soltanto moderazione se con essa si intende un impegno religioso misurato e scialbo. Sono le persone che hanno una eccezionale fiducia in Dio che sono in grado di far fronte agli estremisti dell’omicidio e della paura”. NUCLEARE IMMORALE. Nei giorni del Sinodo diciannove Vescovi anglicani hanno scritto al quotidiano “Independent”, dichiarando la loro opposizione al rinnovamento dell’arsenale nucleare. Definendo le armi nucleari “profondamente contrarie a Dio” i Vescovi hanno unito la loro voce a quella della Chiesa Cattolica che aveva inoltrato la stessa richiesta qualche giorno prima. Nella lettera i vescovi hanno accusato il Primo Ministro Tony Blair di incoerenza. “I soldi spesi nel mantenimento e nella sostituzione dell’arsenale nucleare potrebbero essere usati per curare l’ambiente, contro il terrorismo, la povertà e i debiti”, hanno scritto i Vescovi ricordando a Blair che lo scorso anno ha partecipato alla campagna “Make poverty history” ma oggi non ne mantiene gli ideali. RISANAMENTO FINANZIARIO. Al Sinodo è stato anche presentato un rapporto sulle finanze della “Chiesa di Inghilterra” che spiega come questa, negli ultimi cinque anni, abbia raccolto oltre 100 milioni di sterline, oltre 142 milioni di euro vendendo moltissime canoniche dall’importante valore storico, soldi con i quali ha colmato un buco da 9,5 milioni di sterline, 13, 5 milioni di euro provocato da una caduta nel valore delle pensioni dei pastori. La decisione è stata contestata da un gruppo di pressione anglicano che ha accusato la Chiesa di “una operazione di chirurgia finanziaria miope che avvantaggia una burocrazia in continua crescita che non è in grado di sostenersi”. Il gruppo “Save our parsonages”, “Salviamo le nostre canoniche” ha accusato le diocesi anglicane di volersi liberare di edifici dall’importante valore storico senza curarsi della volontà della popolazione locale. Negli anni ’90 la “Chiesa di Inghilterra” ha perso circa 800 milioni di sterline, circa 1142 milioni di euro in cattivi investimenti e si è ritrovata con un importante patrimonio di edifici ecclesiastici, 44 residenze vescovili e 9 palazzi, molto costosi da mantenere. Un drastico piano di risanamento ha visto la vendita di edifici storici al ritmo di 30-40 milioni di sterline all’anno, tra i 40 e i 50 milioni di euro, per finanziare le pensioni del clero che costano circa 100 milioni di sterline all’anno, quasi 143 milioni di euro.