ECUMENISMO E DIALOGO

Risposte comuni

Concluso a Mosca il summit mondiale delle grandi religioni

Circa 200 leader di oltre 40 Paesi in rappresentanza delle diverse religioni hanno risposto all’invito del Consiglio interreligioso di Russia partecipando al summit mondiale delle grandi religioni che si è concluso nei giorni scorsi a Mosca. Tra le delegazioni presenti, quella della Santa Sede guidata dal card. Walter Kasper, presidente del Pontificio Consiglio per l’unità dei cristiani, di cui hanno fatto parte anche i cardinali Paul Poupard e Roger Etchegaray. Nel saluto inviato al patriarca Alessio II e ai partecipanti al summit, BENEDETTO XVI ha sottolineato l’importanza dell’incontro che “indica il comune desiderio di promuovere il dialogo tra le civiltà” e la ricerca “di un ordine mondiale più giusto e pacificato”. “La partecipazione di leader religiosi di diversi Paesi ci infonde grande speranza. Le Nazioni Unite contano su di voi e ritengono che dimostrerete il ruolo che la religione può svolgere nel conseguimento della pace nel mondo” ha scritto nel messaggio inviato all’incontro il segretario generale Onu KOFI ANNAN. SUPERARE I PROBLEMI . “Vi sono, apparentemente, alcuni aspetti storici che dividono le due religioni – ha osservato il card. WALTER KASPER nel suo intervento incentrato sull’importanza della cooperazione tra Chiese ortodossa e cattolica -; tuttavia non sono mancati tentativi di superare questi problemi”. Di fronte alle sfide comuni del vivere in una società secolarizzata e del dialogo con le altre religioni, “è molto importante – ha proseguito – che le due Chiese abbiano reazioni congiunte”. In merito alla questione di una visita di Benedetto XVI in Russia, il card. Kasper ha fatto sapere che questo tema non è in agenda e non è stato sollevato durante il summit. Per il rabbino capo di Russia, BEREL LAZAR, “oggi il dovere supremo è andare noi stessi verso la gente, mentre il mondo soffre di una carenza di spiritualità che provoca un aumento di intolleranza, xenofobia e terrorismo”. “Il terrorismo – ha proseguito – recluta militanti utilizzando la religione” e pertanto i leader religiosi dovrebbero svolgere un ruolo più attivo nella società, senza limitare la propria attività alle funzioni di capi delle comunità, ma avvertendo i loro obblighi di “leader spirituali”. NELLA GIUSTA DIREZIONE . Per KIRILL, metropolita di Smolensk e Kaliningrad, e capo del Dipartimento relazioni esterne del patriarcato di Mosca, “le relazioni tra Chiese cattolica e ortodossa hanno ricevuto un nuovo e forte impulso dalle posizioni assunte da Benedetto XVI e da Alessio II. Essi ritengono che entrambe le Chiese dovrebbero fare quanto in loro potere per incontrare le autentiche speranze delle persone”. Per Kirill, i contatti bilaterali e la partecipazione al summit della delegazione vaticana hanno dimostrato che le due Chiese stanno avanzando nella giusta direzione. “La cosa più importante è che abbiamo un Dio che si prende cura di noi. Buddisti, ebrei, musulmani, cristiani: tutti noi – ha detto il card. THEODORE MC CARRICK, già arcivescovo di Washington, durante l’omelia della solenne concelebrazione eucaristica che si è tenuta il 5 luglio nella cattedrale cattolica dell’Immacolata Concezione di Nostra Signora a Mosca – crediamo che Dio esiste e che ci ama. Ciò significa che abbiamo un grande potere e noi, cattolici, una speciale benedizione. Facciamo parte della famiglia di Gesù Cristo che ci riunisce intorno all’altare, invitandoci a condividere l’Eucaristia”. “I sentimenti religiosi hanno forme e modi di realizzazione diversi – ha annotato il card. ROGER ETCHEGARAY -. Tuttavia la cosa più difficile e più importante è essere non solo religiosi, ma sinceramente credenti”. IL MESSAGGIO FINALE. “Dobbiamo costruire un ordine mondiale capace di combinare la democrazia – come modo di coordinare i diversi interessi e come partecipazione della gente nei processi decisionali a livello nazionale e internazionale – con il rispetto del sentire morale, dello stile di vita, dei differenti sistemi legali e politici, delle tradizioni nazionali e religiose della gente”: è quanto si legge nel “Messaggio” approvato a conclusione del summit e indirizzato dai leader religiosi ai capi di Stato, alle comunità religiose e a tutte le persone di buona volontà. Il documento, inoltre, condanna ogni forma di terrorismo ed estremismo, ogni tentativo di una loro giustificazione religiosa ed esprime la necessità che cessino gli insulti ai sentimenti religiosi e le profanazioni dei luoghi sacri. Commentando il summit, il card. Mc Carrick ha detto al Sir che “forse la cosa più importante è il fatto stesso che si sia svolto l’incontro”, e il messaggio uscitone è “molto buono” perché “invita i partecipanti all’imminente G8 (in programma a San Pietroburgo dal 15 al 17 luglio, ndr ) a guardare le cose. Non esistono solo i problemi dell’economia o il benessere del mondo, ma anche le persone”. “Vent’anni fa – ha concluso il porporato – non vi era nulla di cui parlare. Vent’anni fa questo incontro sarebbe stato un sogno. Ma è accaduto”.