FAMIGLIA: V INCONTRO MONDIALE

Ricostruire l’uomo

Benedetto XVI a Valencia: famiglia, questione fondamentale

“Questo Incontro continui a risuonare come un canto gioioso dell’amore, della vita e della fede condivisa nelle famiglie, aiutando il mondo di oggi a comprendere che l’alleanza matrimoniale, per la quale l’uomo e la donna stabiliscono un vincolo permanente, è un grande bene per tutta l’umanità”. E’ l’appello lanciato domenica scorsa a Valencia da Benedetto XVI, a conclusione del V Incontro mondiale delle famiglie, che ha visto la partecipazione di circa un milione di fedeli. Il Papa ha anche definito la famiglia “una comunità di generazioni e garante di un patrimonio di tradizioni”. “Tutti – ha osservato Benedetto XVI – abbiamo ricevuto da altri la vita e le verità basilari di essa, e siamo chiamati a raggiungere la perfezione in relazione e comunione amorosa con gli altri. La famiglia, fondata nel matrimonio indissolubile tra un uomo e una donna, esprime questa dimensione relazionale, filiale e comunitaria, ed è l’ambito dove l’uomo può nascere con dignità, crescere e svilupparsi in modo integrale”. Un messaggio forte che avrà una risonanza nella società spagnola, come ha spiegato a SirEuropa JOSÈ FRANCISCO SERRANO , direttore del settimanale cattolico di informazione “Alfa y Omega”. Cosa hanno significato, per i cattolici spagnoli, la presenza del Papa e le sue parole? “In questo momento in Spagna stiamo vivendo una seconda transizione, che non è una transizione solo politica, ma va in profondità nella costruzione della società. E’ una transizione culturale, sociale, di valori, di proposta, di modo di intendere la persona e di relazionarci ad essa. La presenza di Benedetto XVI tra noi è stata una grazia di Dio e una benedizione per la storia contemporanea della Spagna. Il Papa è venuto a ricordarci il ‘metodo cristiano’ per rispondere alle grandi domande del presente. Il metodo cristiano è una proposta in favore dell’uomo. Benedetto XVI ha chiuso l’Incontro mondiale delle famiglie e ci ha ricordato che la questione del matrimonio e della famiglia è una questione fondamentale dell’uomo. Inoltre il metodo cristiano è basato sulla gioia di una proposta sempre creativa, che provoca sorpresa, che non squalifica ma che, al contrario, cerca un incontro su ciò che abbiamo in comune, ossia la necessità della felicità. Perciò la presenza e lo sguardo di Benedetto XVI sono stati una corrente di aria fresca che ci ha aiutato a centrarci sull’essenziale”. Secondo le interpretazioni dei media il Papa ha avuto un approccio morbido e dialogante, perché non ha attaccato direttamente l’esecutivo spagnolo per chiedere il ritiro di leggi come le nozze gay o il divorzio express…Cosa ne pensa? “Nessuno può pensare che il Papa sarebbe venuto in Spagna ad attaccare qualcuno. Ciò che fa il Papa è ricordare qual è l’autentica politica sociale, che è quella di ricostruire l’uomo, un uomo oggi frammentato per un cattivo uso della libertà, un uomo distrutto dalla cattiva digestione dei valori della modernità, un uomo disorientato e senza speranza. Al Papa non interessa la politica dei partiti ma i fondamenti morali sui quali si costruisce oggi la società”. A suo avviso ci sono ancora possibilità di dialogo tra Chiesa e governo spagnolo? “La Chiesa in Spagna non è interessata al conflitto, ciò che le interessa sono gli spagnoli, i cittadini. Alla Chiesa interessa che lo sviluppo e il progresso della Spagna non sia solo uno sviluppo epidermico, superficiale, ma uno sviluppo basato su una concezione della persona e delle relazioni tra le persone che garantiscano un futuro giusto e solidale. Nella situazione attuale bisogna rendersi conto che chi per primo ha fatto un passo per modificare i valori e i principi su cui si basava la convivenza in Spagna è stato il governo”. Quale ricordo le rimarrà più impresso dell’incontro di Valencia? “Ricorderò il sorriso di Benedetto XVI, la placidità del suo sguardo e la parola sempre opportuna. Noi avevamo bisogno di ascoltarlo e avevamo bisogno che ci ascoltasse, che il mondo sapesse che la radice cristiana di Spagna è ancora viva”.