COMECE

Agli occhi dei cittadini

Unificazione e integrazione: il pensiero di “Europe infos”

Istituzioni più giuste grazie al Trattato costituzionale: questo, secondo STEFAN LUNTE, l’obiettivo a lungo termine dell’ “ambizioso progetto” pubblicato nelle scorse settimane dalla Commissione europea e intitolato “Progetto cittadino”. Nel numero di giugno di “Europe infos”, mensile della Comunità degli episcopati della Comunità europea (Comece) e dell’Ufficio cattolico di informazione e iniziativa per l’Europa (Ocipe), Lunte analizza lo stato del processo di unificazione e integrazione europea che, secondo il presidente della Commissione José Manuel Barroso, non potrà proseguire senza risultati concreti e visibili agli occhi dei cittadini, anche se, avverte il giornalista, “la Commissione non ha precisato di quali risultati si tratti”. Il futuro dell’Ue, si legge in altri contributi della rivista, è legato anche alla cooperazione interistituzionale e alla partecipazione delle Chiese e della società civile. UN PROGETTO AMBIZIOSO. Pur avendo “annunciato per il 2007 un riesame del mercato unico, orientato verso il futuro”, sottolinea Lunte, i commissari non hanno assunto “che poche misure concrete”. In materia sociale, annota, la stessa Commissione ha previsto, sempre per il 2007, un “Progetto sull’accesso e la solidarietà” che “rimane ancora piuttosto oscuro”, mentre “sarebbe auspicabile che essa proponesse misure concrete a favore delle famiglie” del continente e “dell’accesso dei cittadini ai servizi sociali di base”. Nell’ambito “libertà, sicurezza e giustizia” l’esecutivo europeo, osserva Lunte, “suggerisce di utilizzare pienamente le possibilità previste dal Trattato di Nizza e di semplificare i meccanismi decisionali”, indicando così l’adozione di “un approccio pragmatico alla questione del Trattato costituzionale europeo”, giacché per il giornalista “sono sempre meno in Europa i responsabili politici a contare sulla sua entrata in vigore”. E con riferimento alla “dichiarazione politica” che i capi di Stato e di Governo dovrebbero adottare entro marzo 2007 “per compiere un nuovo passo avanti verso l’unità” del continente, Lunte conclude: “Questa dichiarazione sui valori e gli obiettivi dell’Europa offrirà certamente l’occasione per riferirsi alle sue radici cristiane”. L’INCONTRO DEI PARLAMENTI. Sull’incontro dei deputati dei Parlamenti nazionali e del Parlamento europeo, svoltosi in occasione della Giornata dell’Europa 2006 (Bruxelles, 8 e 9 maggio) per dibattere sul futuro del continente, si sofferma HENRIK LESAAR. Quattro i gruppi di lavoro: l’Unione europea nel mondo; globalizzazione e modello economico e sociale europeo; libertà, sicurezza e giustizia; le future risorse finanziarie dell’Unione. Obiettivo di questo meeting, un’accresciuta cooperazione tra i parlamenti, contro la quale, annota tuttavia Lesaar, si sono espressi i presidenti delle assemblee austriache, finlandesi e tedesche. Esprimendo comunque soddisfazione per “lo svolgimento dell’incontro”, Lesaar sottolinea che “di fronte ad esso il dialogo con la società civile si è purtroppo oscurato”. “Il Piano D della Commissione europea – osserva – prevedeva infatti una conferenza dei rappresentanti della società civile da tenersi il 9 maggio” ma la Commissione “vi ha rinunciato e ha prodotto le sue prime conclusioni senza avere prima consultato” i cittadini. “Certamente – è la conclusione di Lesaar – la cooperazione tra parlamenti è fondamentale per il futuro dell’Europa”, ma “garanzia di questo avvenire” è “un’adeguata partecipazione di tutte le forze della società, Chiese comprese”. COOPERAZIONE INTERISTITUZIONALE. “La cooperazione paneuropea rimane innegabilmente una questione fondamentale. Il Consiglio d’Europa e l’Unione europea ne sono gli esempi più significativi”. Per JOANNA LOPATOWSKA-RYNKOWSKA, con il Rapporto Juncker della scorsa primavera “sembra aprirsi un nuovo capitolo” nelle relazioni tra CdE e Ue: “il passaggio dalla riflessione all’azione”. Il documento, che porta il nome del primo ministro lussemburghese che lo ha presentato, chiarisce le diverse prerogative dei due organismi, ma li definisce “complementari” e “partner essenziali l’uno dell’altro”. Otto gli ambiti presi in considerazione dal Rapporto: la cooperazione in materia di diritti dell’uomo, la democrazia, lo Stato di diritto, la Polizia europea di vicinato, i valori europei, i programmi comuni, la cooperazione interistituzionale e l’adesione dell’Unione europea al Consiglio d’Europa. “Si tratta – sottolinea Lopatowska – di elaborare un nuovo tipo di relazioni reciproche” accordando importanza, tra l’altro, “a programmi comuni volti alla promozione dei diritti dell’uomo e all’indipendenza del potere giudiziario”. Occorre inoltre “migliorare e rendere più efficiente la cooperazione interistituzionale” e “rafforzare la cooperazione interparlamentare tra l’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa e il Parlamento europeo”. Ulteriore questione, per la giornalista forse la più importante, “l’adesione dell’Ue al CdE, che dovrebbe avvenire entro il 2010”.