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Un percorso comune

Il contributo delle Chiese al dialogo interculturale in un incontro della Kek

“Il Consiglio d’Europa (CdE) può conseguire i propri obiettivi solo insieme alle Chiese e alle comunità religiose, non senza di esse e certamente non contro di esse”. Lo ha detto ULRICH BUNJES dell’Ufficio del Consiglio d’Europa per il coordinamento del dialogo interculturale, rivolgendosi ai partecipanti alla plenaria annuale della Commissione Chiesa e società della Conferenza delle Chiese europee (Kek/Cec, comunione di 125 chiese di tradizione protestante, anglicana, ortodossa e veterocattolica presenti in tutti i Paesi europei, fondata nel 1959 e con uffici a Ginevra, Bruxelles e Strasburgo). L’incontro, che si è chiuso il 19 giugno nella Sede madre di Sant’Etchmidazin, nei pressi della città di Yerevan, in Armenia, ha avuto come tema “Chiese in Europa e dialogo interculturale”. Il dialogo interculturale è anche al centro del colloquio “Promuovere il dialogo interculturale: sfide e prospettive del Consiglio d’Europa” che si apre domani a Lisbona (fino al 24 giugno), e il 26 giugno costituirà, insieme al dialogo interreligioso, tema di riflessione e dibattito nella sessione estiva dell’Assemblea parlamentare del CdE (Apce) che si terrà a Strasburgo dal 25 al 29 giugno. UN IMPORTANTE CONTRIBUTO. In vista del 2008, Anno europeo per il dialogo interculturale, il Consiglio d’Europa intende pubblicare un “Libro bianco” sul tema; per questo, nell’ambito del processo di consultazioni avviate, il Cde ha inviato un questionario, tra gli altri, alla Commissione Chiesa e società e alla Commissione Migranti in Europa della Kek. “La solida risposta” delle due commissioni al questionario predisposto “in preparazione al Libro bianco del Consiglio d’Europa sul dialogo interculturale – ha proseguito Bunjes – ha dimostrato in modo significativo quanto sia importante il contributo delle Chiese”. Ne “studieremo molto attentamente le raccomandazioni e i suggerimenti – ha assicurato -, in particolare la proposta di un incontro annuale tra il Comitato dei ministri CdE e i rappresentanti delle comunità religiose”.TRA LE CHIESE PIU’ ANTICHE. “E’ stato molto importante riunirsi in Armenia, dove la Chiesa e la popolazione, la religione e la cultura sono strettamente collegate. Questo ci ha consentito di studiare il legame tra religione e cultura e di analizzare il contributo delle Chiese al dialogo interculturale, tema sempre più importante e attuale in Europa e all’interno dei suoi diversi Paesi” ha commentato RÜDIGER NOLL , direttore della citata Commissione Chiesa e società, e segretario generale associato Kek. Noll ha quindi espresso un sentito ringraziamento a Karekin II, Catholikòs di tutti gli armeni, per l’invito nel suo Paese che “ci ha permesso di entrare in contatto con la Chiesa apostolica ortodossa armena, una delle più antiche del continente”. IL TRATTATO UE. Il lavoro e i programmi futuri della Commissione Chiesa e società, il ruolo delle Chiese nella sfera pubblica e la “roadmap” del Trattato costituzionale sono stati al centro della plenaria. ANTJE HEIDER-ROTTWILM, comoderatore della Commissione, ha affermato che l’anno prossimo “essa si impegnerà per agevolare il dialogo tra Chiese europee, e tra Chiese e istituzioni politiche su temi teologici, sociali e giuridici. Le Chiese hanno bisogno di adeguato spazio nelle società del continente”. In vista dell’allora imminente Consiglio europeo (apertosi ieri a Bruxelles e in corso fino ad oggi per chi legge), i partecipanti alla plenaria, afferma una nota Kek, “hanno analizzato gli esiti dell’incontro dei leader delle Chiese europee del dicembre 2006” che “ha approvato una lettera inviata di recente dalla Commissione Chiesa e società alla presidenza tedesca Ue, indicante nella giustizia e nella coesione sociale, e in un’Europa della gente in grado di assumersi le proprie responsabilità per un mondo equo e sostenibile, gli elementi chiave di un eventuale Trattato Ue”. Durante la plenaria sono stati inoltre avviati dei contatti con la missione Osce in Armenia. La Commissione Chiesa e società ha poi inviato una lettera di solidarietà alle Chiese e alle organizzazioni ecumeniche partner del Medio Oriente riunite ad Amman, ed ha sottoscritto una dichiarazione congiunta con Eurodiaconia (associazione di Chiese e Ong che offre servizi sociali e di formazione fondati sui valori cristiani), volta a garantire i diritti sociali nell’Unione europea.