PARLAMENTO UE
Mentre sta per iniziare il summit di Bruxelles
Temi di politica interna, come il summit del 21 e 22 giugno a Bruxelles dedicato al futuro del Trattato costituzionale. Questioni di politica internazionale, con in cima alla lista la situazione nei Territori palestinesi e nella Striscia di Gaza e il rispetto dei diritti umani in Russia. Ma anche argomenti di respiro “sociale”, fra cui la lotta contro il diffondersi della sclerosi multipla, la prevenzione e il contrasto della violenza giovanile, il sostegno alle giovani madri. Riunito a Strasburgo per la sessione plenaria (18-21 giugno), l’Europarlamento sta affrontando un fitto calendario, che comprende aspetti di concreta rilevanza per la vita dei cittadini. CURE E RICERCHE CONTRO LA SCLEROSI . “Quali misure concrete sono state adottate per dare seguito alla risoluzione del Parlamento europeo del 2003 sulla sclerosi multipla?”: la sessione si è aperta lunedì con un’interrogazione orale, con la quale gli eurodeputati hanno chiesto alla Commissione come intende procedere per affrontare una malattia che colpisce 400mila persone nei 27 Stati membri e che tende a diffondersi con maggiore frequenza tra i giovani e le donne. Quattro anni fa l’Assemblea aveva approvato una risoluzione “sugli effetti della discriminazione nell’assistenza sanitaria a persone affette da sclerosi multipla”, invocando maggiori investimenti nella ricerca, un “codice delle migliori prassi” da destinare ai sistemi sanitari nazionali, nonché “una più stretta collaborazione scientifica” che superasse i confini dei singoli paesi, “per accelerare lo sviluppo di cure più efficaci”. Poco, o almeno non abbastanza, sembra essere stato fatto da allora. Il dibattito in Emiciclo ha ribadito la richiesta di uno studio epidemiologico, finanziato dall’Ue e condotto in cooperazione con l’Organizzazione mondiale della sanità, per raccogliere dati pertinenti “che potrebbero aiutare i ricercatori a chiarire le cause della sclerosi multipla che restano tuttora sconosciute”. DONNE, PARI OPPORTUNITÀ, FAMIGLIA. L’istruzione e la formazione femminile “sono un diritto umano e un elemento necessario per poter godere appieno di tutti gli altri diritti sociali, economici, culturali e politici”: prende le mosse da questa convinzione di fondo l’europarlamentare MARIA PANAYOTOPOULOU-CASSIOTOU , cui si deve la relazione affrontata martedì, che vorrebbe “agevolare la conciliazione della vita familiare e degli studi per le giovani donne europee”. La rappresentante greca ha svolto un lungo lavoro di preparazione sull’argomento, ricordando, in linea con il recente Libro verde della Commissione, che “il deficit demografico europeo è dovuto anche al fatto che attualmente le diverse fasi della vita”, come lo studio, il lavoro, la costruzione di una famiglia, “subentrano in un’età più avanzata rispetto al passato”. La deputata insiste: occorrono “misure concrete, a livello nazionale e comunitario, per favorire la conciliazione della vita privata e familiare con quella pubblica e professionale”. Una vera “strategia per la famiglia”, di cui da qualche tempo si parla anche nelle istituzioni Ue. Eppure i dati che vengono periodicamente rilevati mostrano un’altra realtà: ad esempio “nei settori dell’istruzione e della ricerca le donne laureate superano gli uomini”, essendo il 59% del totale, “eppure la loro presenza si riduce notevolmente con l’avanzare della carriera: il 43% dei dottorandi sono donne a fronte di appena il 15% dei docenti di ruolo”. IL COMPITO DEI PADRI E DEI NONNI. Puntuale attenzione è riservata dalla Panayotopoulou-Cassiotou alle giovani madri e alle coppie che si occupano di una persona malata o non autosufficiente. Nella relazione presentata in Aula si afferma che, in collaborazione con gli enti locali e gli istituti di insegnamento superiore e professionale, “gli Stati membri dovrebbero adottare le misure necessarie affinché gli studenti-genitori possano beneficiare di alloggi adeguati alle loro esigenze, sfruttando pienamente le possibilità offerte in questo settore dai fondi comunitari e in particolare dal Fondo sociale europeo”. E, ancora: “Gli Stati dovrebbero garantire che tutti gli studenti che hanno figli abbiano accesso, a un prezzo sostenibile, a scuole materne pubbliche e a un doposcuola di buona qualità”. Sempre allo scopo di favorire la formazione scolastica e universitaria delle giovani madri, si indicano soluzioni quali i prestiti agevolati, le riduzioni fiscali, l’organizzazione flessibile degli studi, i contratti di lavoro part-time, la predisposizione di borse di studio ad hoc. La deputata ha insistito sull’obiettivo di “valorizzare la vita familiare” e di “promuovere il ruolo dei padri nonché una migliore condivisione delle responsabilità” in casa, “come componente essenziale delle pari opportunità tra uomini e donne”. L’esponente popolare ha, non da ultimo, introdotto una riflessione “sull’importanza dei nonni e il loro ruolo fondamentale nell’educazione dei bambini e nell’assistenza ai giovani genitori che studiano e lavorano”.