ecumenismo

Le radici del futuro

La dichiarazione comune di Benedetto XVI e Chrysostomos II di Cipro

La visita di Chrysostomos II, arcivescovo di Nuova Giustiniana e di tutta Cipro in Vaticano, cominciata il 6 giugno scorso (cfr SIR 44/2007) ha avuto il suo clou con l’udienza di Benedetto XVI nel corso della quale è stata siglata una dichiarazione comune. I sei giorni della permanenza in Italia sono serviti al primate ortodosso anche per incontrare il Segretario di Stato vaticano, card. Tarcisio Bertone, il card. Walter Kasper, presidente del Pontificio consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani. La visita si è conclusa il 18 giugno con un incontro con la stampa.VOLONTÀ AD “INTENSIFICARE la ricerca della piena unità tra tutti i cristiani, sostenere e promuovere il dialogo teologico”, attraverso la Commissione internazionale poiché è “necessario raggiungere un sostanziale accordo per la piena comunione nella fede, nella vita sacramentale e nell’esercizio del ministero pastorale”. Si apre con questo impegno la dichiarazione congiunta di Benedetto XVI con Chrysostomos II che, tuttavia, non si ferma solo al dialogo ecumenico ma passa in rassegna, tra l’altro, la situazione del Medio Oriente, “dove la guerra e i contrasti tra i popoli rischiano di estendersi con disastrose conseguenze”, i temi di bioetica e le radici cristiane dell’Europa.MEDIO ORIENTE E DIRITTI UMANI. “Le nostre Chiese intendono svolgere un ruolo di pacificazione nella giustizia e nella solidarietà e, affinché tutto ciò si realizzi, è nostro desiderio promuovere le fraterne relazioni fra tutti i cristiani ed un leale dialogo tra le diverse religioni presenti e operanti nella Regione” si legge nel testo che rivolge un appello “a tutti quelli che, ovunque, nel mondo, alzano la mano contro i propri fratelli, esortandoli con fermezza a deporre le armi e ad operare perché siano sanate le ferite causate dalla guerra. Li invitiamo, inoltre, ad adoperarsi affinché i diritti umani siano difesi sempre, in ogni Nazione. Così pure, fra i diritti umani da tutelare, va annoverato come primario quello della libertà di religione”.UNIONE EUROPEA E RADICI CRISTIANE. Nella costruzione dell’Ue “cattolici e ortodossi sono chiamati a offrire una rinnovata testimonianza comune sui valori etici. L’Ue, che non potrà limitarsi a una cooperazione meramente economica, necessita di solide basi culturali, di condivisi riferimenti etici e di apertura alla dimensione religiosa. Occorre vivificare le radici cristiane dell’Europa, che hanno reso grande la sua civiltà nei secoli, e riconoscere che la tradizione cristiana occidentale e quella orientale hanno, in questo senso, un compito comune importante da svolgere”.BIOETICA E AMBIENTE. Benedetto XVI e Chrysostomos II si dicono preoccupati dal “modo in cui vengono affrontate le questioni di bioetica”. “Lo sfruttamento dell’essere umano, le sperimentazioni abusive, gli esperimenti di una genetica che non rispetta i valori etici arrecano offesa alla vita, attentano all’incolumità e alla dignità di ogni persona umana e non possono né devono essere giustificati o permessi in nessun momento della sua esistenza”. Da qui l’invito alle Nazioni più avanzate “a non dimenticare i loro fratelli” che abitano nei Paesi più poveri e “a favorire una giusta ripartizione delle risorse della terra”. Una preoccupazione che va di pari passo con quella per il rischio della distruzione del creato. CIPRO E LA TURCHIA. Nessuna opposizione da parte della Chiesa ortodossa cipriota ad un eventuale ingresso della Turchia nell’Unione europea se questo può servire al rispetto dei diritti umani nel Paese della mezzaluna. E’ in sintesi quello che ha detto Chrysostomos II, ai giornalisti al termine della sua visita in Vaticano. “Vogliamo che la Turchia entri in Europa così sarà costretta a seguire le norme e il rispetto dei diritti umani. Questo ingresso conviene a Cipro” ha sottolineato l’arcivescovo che da tempo, ormai, è impegnato in una disputa con le autorità della parte nord di Cipro, occupata dalla Turchia, per avere il permesso di restaurare le oltre 500 chiese e luoghi di culto cristiani che vi si trovano e che in parte sono state destinate a “moschee, ritrovi, sale da ballo, addirittura a stalle” (vedi Sir n. 33/2007). Per quanto riguarda, invece, l’ingresso di Cipro nell’Ue Chrysostomos ha tracciato un bilancio “tutto positivo” anche in vista della prossima adozione dell’euro: “Con Cipro l’Europa giunge fino al Medio Oriente. Cipro è un ponte tra Oriente e Occidente. L’ingresso ha giovato a entrambi”.ALESSIO II E BENEDETTO XVI. In questi giorni si è molto parlato di una mediazione di Chrysostomos per un incontro tra il Papa di Roma e Alessio II di Russia. Nel suo tentativo, “non richiesto ma offerto” di mediare per questo incontro il primate ortodosso ha paventato l’ipotesi dell’isola come “una possibile sede. Siamo aperti ad ogni possibilità e speriamo che i contatti portino ad un esito positivo”. “A luglio – ha confermato – partirò per Mosca dove incontrerò il Patriarca e chiederò, se non in programma, di vedere anche Putin”.