Spagna: fine tregua Eta, “una pessima notizia”

“Il comunicato dell’Eta che dà per finita la tregua armata costituisce una pessima notizia”. È il parere dei vescovi delle diocesi basche di Bilbao, mons. Ricardo Blázquez presidente della Conferenza episcopale spagnola, di San Sebastián, mons. Juan María Uriarte, e di Vitoria, mons. Miguel Asurmendi, alla recente notizia della rottura della tregua, in vigore dal dicembre 2006, da parte del gruppo armato. Anche la Conferenza episcopale spagnola ha pubblicato il 5 giugno una nota nella quale condanna “con fermezza la nuova aggressione alla convivenza nella giustizia e nella libertà”. Nel comunicato l’Eta afferma di voler “camminare verso un Stato indipendente” che si chiamerà “Euskal Herria”. Motivo della scelta le “detenzioni, torture e ogni tipo di persecuzione” di cui il Governo spagnolo si è reso colpevole e, quindi, “non si hanno le condizioni democratiche minime necessarie per un processo negoziatore”. I presuli chiedono all’Eta di “revocare la decisione e annunciare la sospensione definitiva della violenza. Questa società non ha bisogno della tutela di nessun gruppo né la minaccia o l’uso della violenza per reclamare i suoi diritti o adempiere ai suoi obblighi”. I vescovi baschi ricordano che “la violenza è contraria alla giustizia, alla libertà e alla pace e chiude qualunque strada verso esse”. Il 5 giugno scorso, la Conferenza episcopale spagnola in un comunicato stampa dichiarava: “Deploriamo e condanniamo con fermezza il nuovo attacco alla convivenza nella giustizia e nella libertà. Il terrorismo è intrinsecamente perverso. Nessuna rivendicazione politica concede legittimità ad alcuno per minacciare e assassinare. Al contrario coloro che così agiscono diventano criminali la cui condotta deve essere giudicata dalla legge con tutto il giusto rigore”. Il comunicato si conclude così: “I vescovi hanno chiesto in più occasioni che si preghi per la conversione dei terroristi e per la fine di questa piaga lacerante della convivenza. Le comunità cristiane, le famiglie e tutti i fedeli lo stanno facendo con costanza e speranza mentre le vittime del terrorismo e i loro familiari hanno un posto speciale nella preghiera e nel sostegno dei cattolici”.