RASSEGNA DELLE IDEE

Crescere insieme

“Insieme per l’Europa 2007” di “Città nuova” (Italia)

L’iniziativa “rafforzi il desiderio di comunione” che anima queste realtà ecclesiali e “contribuisca a sciogliere pregiudizi, a superare nazionalismi e barriere storiche, e spinga ad impegnarsi perchè non venga meno nell’Europa dei tempi post-moderni la dimensione spirituale”. E’ l’auspicio espresso da BENEDETTO XVI nel messaggio, a firma del cardinale segretario di Stato Tarcisio Bertone, inviato il 12 maggio scorso a Stoccarda, in occasione dell’incontro ecumenico “Insieme per l’Europa 2007”. Oltre 10mila i partecipanti, rappresentanti di 240 tra movimenti e nuove comunità cristiane – cattolici, evangelici, luterani, ortodossi ed anglicani – alla seconda edizione (la prima si è svolta nel 2004) dell’incontro. “Una parola nuova, uno slogan per l’Europa potrebbe essere ‘spiritualità della comunità’: papa Giovanni Paolo II ha parlato nel suo testamento di una spiritualità di comunione, non di divisione. Vuol dire che ognuno rispetta l’altro, che si crea insieme, che l’Europa e la Chiesa crescono insieme… Dovete aprire una strada di salvezza per tutti noi, per un’Europa che abbia un’anima, per un’Europa che abbia un cuore”. Così il card. WALTER KASPER, presidente del Pontificio Consiglio per l’unità dei cristiani, intervenuto a Stoccarda. Qui di seguito una breve antologia di pensieri sull’Europa emersi durante l’incontro, tratti dallo speciale che la rivista italiana “Città nuova” (37 edizioni in 22 lingue nei 5 continenti) ha dedicato all’evento.TERRA DI GIUSTIZIA E LIBERTA’. “Vorrei che considerassimo l’Europa come un luogo dove il messaggio di Cristo ci chiama a riconciliarci e a vivere in pace. Un luogo dove deve crescere la nostra attenzione gli uni per gli altri, al di là delle frontiere. Un luogo dove si abbia lo sguardo sulla nostra unità nella diversità, noi che siamo uomini e donne creati ad immagine di Dio anche se apparteniamo a culture differenti… Vorrei che considerassimo il nostro continente come una terra di giustizia e solidarietà. La nostra società lascia da parte coloro che vanno più lenti” e “che sono meno bravi; abbiamo perciò verso di loro un debito di solidarietà … Vorrei che considerassimo il nostro continente come una terra di accoglienza e di libertà” per quanti “vengono a bussare alla nostra porta”. (JEAN-ARNOLD DE CLERMONT, presidente Kek e Chiese evangeliche in Francia)EUROPA E VANGELO . “In molte parti d’Europa il rapporto tra le Chiese è ancora caratterizzato da pregiudizi e discriminazioni. Non potremo servire l’Europa e il mondo se ciascuno guarda solo alla propria strada e ai propri interessi particolari. Ciascuno di noi sa che l’entusiasmo per l’Europa ha oggi lasciato il posto allo scetticismo e persino alla paura di subire svantaggi. In questa situazione critica noi cristiani dobbiamo chiederci se la nostra adesione a Cristo è veramente più forte delle forze che ci dividono… I nostri movimenti possono e devono contribuire a far sì che il rinnovamento spirituale dell’Europa venga sostenuto e promosso dal Vangelo”, annunciato “sia a livello personale che a livello pubblico… Un rinnovamento che nasca dalla relazione personale con Gesù” è “il servizio più grande che la cristianità può rendere all’Europa moderna” . (ULRICH PARZANAY , presidente di “Pro Christ”, Chiesa evangelica tedesca)UNA LEVA POTENTE. “L’Europa è costituita da varie confessioni cristiane. E’ una fortuna. Queste confessioni sono state la matrice dei popoli e del loro avvenire. Probabilmente l’ecumenismo ha per vocazione di smuovere ciò che la politica non riesce a fare da sola… Se si sogna una Chiesa indivisa, si sogna parallelamente l’Europa. Pensate che leva potente per la costruzione dell’Europa sarebbe una vera conversione della nostra mente e del nostro cuore!”. (GERARD TESTARD, presidente di Fondacio- Chrétiens pour le monde) LA PASSIONE EUROPEA. “Quando vedo questa gente qui raccolta, questa è una visione: donne e uomini europei uniti. E’ la visione di un’Europa unita… Se le istituzioni sono rigide, se i processi ritardano, se i politici esitano, se un gruppo getta la responsabilità dei ritardi sugli altri, noi, cristiani europei, dobbiamo avere il coraggio di promuovere un sentimento comune europeo, capace di abitare cuori e menti… Ha un senso profetico essere cristiani europei insieme per l’Europa. Popolo profetico vuol dire capace di un sentimento d’insieme, unitivo, che diventi corrente vitale tra i nostri concittadini, cristiani e non cristiani, credenti o non credenti…. Abbiamo un destino europeo comune”. “Che futuro avremo” noi “tedeschi, belgi, olandesi, ungheresi, portoghesi e altri europei, se non essere insieme? L’Europa non è il centro del mondo” e “nel mondo di domani dovremo essere insieme, perché abbiamo valori preziosi di libertà, di fede, di solidarietà, di cultura da portare avanti. Divisi, ci disperderemo”, mentre “insieme faremo crescere la passione europea. Essere europei diventa una vera vocazione”. (ANDREA RICCARDI , fondatore della Comunità di S. Egidio, Italia)