PARLAMENTO EUROPEO

Quale futuro?

Il Trattato costituzionale al centro dei lavori del Pe

Un dibattito sulla situazione in Medio Oriente, il rafforzamento della cooperazione transfrontaliera per lottare contro il terrorismo, il miglioramento della sicurezza sociale degli artisti. Ma anche il benvenuto ai 18 deputati bulgari, neoeletti grazie al primo voto europeo dello Stato che ha aderito all’Ue all’inizio dell’anno. La sessione parlamentare di Bruxelles (6-7 giugno) ha affrontato molteplici argomenti, anche se la preminenza è stata data al futuro della Costituzione e al Consiglio europeo di fine giugno, che dovrà stabilire un calendario per la revisione del Trattato firmato dai 27 nel 2004. I NUOVI DEPUTATI BULGARI. “Il vostro Paese è un crocevia tra Est e Ovest e porta con sé un patrimonio culturale molto ricco”: HANS-GERT POEttering, presidente dell’Assemblea, ha accolto gli europarlamentari bulgari eletti il 20 maggio (la Romania, anch’essa membro dell’Ue dal gennaio scorso, procederà al voto in autunno) affermando che, “dopo aver superato il comunismo, queste elezioni segnano l’integrazione” di Sofia “nella famiglia europea”. Il politico tedesco ha lodato le riforme intraprese per entrare a far parte della Comunità, ricordando che “è necessario proseguire su questa strada” per ammodernare il paese e avvicinarlo agli standard economici e sociali comunitari. Sull’annuncio dell’Eta, l’organizzazione armata basca che non intende rispettare il cessate il fuoco prospettando prossime azioni terroristiche, Poettering ha espresso “solidarietà alle istituzioni e al popolo spagnolo”, condannando “il ricorso alla violenza per fini politici”. PRIMA IL SUMMIT, POI LA CIG. “Abbiamo ben chiara la necessità di giungere a una soluzione che soddisfi tutti. Potrebbe essere l’ultima chance per l’Europa comunitaria”: è stato FRANK-WALTER STEINMEIER , ministro degli esteri tedesco, intervenuto davanti all’emiciclo di Bruxelles, a rilanciare l’azione politico-diplomatica in vista del vertice del 21 e 22 giugno. Il capo della diplomazia di Berlino ha ricordato che “sono in atto intense trattative” sia sul tema costituzionale sia sulle altre priorità del summit: il cambiamento climatico, lo spazio europeo di sicurezza e giustizia, le relazioni internazionali. In particolare sul Trattato fondamentale e la road map per approvarlo, Steinmeier ha spiegato: “Abbiamo ancora due settimane prima del vertice e intendiamo utilizzarle per giungere al miglior accordo possibile”. Nell’intervento del ministro sono stati toccati diversi temi, poi ripresi nel corso del dibattito in aula, come il mandato da assegnare alla Conferenza intergovernativa (Cig) che dovrà modificare il Trattato costituzionale, l’estensione del voto a maggioranza, il ruolo dei parlamenti nazionali e dell’Eurocamera, il destino della Carta dei diritti fondamentali. UN TRATTATO ACCESSIBILE A TUTTI. Sull’iter costituzionale e il summit dei capi di Stato e di governo, si è quindi espressa MARGOT WALLSTROM a nome della Commissione. “Sulla Costituzione occorre avere una posizione ferma e ambiziosa. Apportare, laddove occorre, i cambiamenti necessari pur mantenendo invariata la sostanza del Trattato”. “Ci sono delle parti della Costituzione che possono essere migliorate – ammette Wallstrom – e questo va fatto nel rispetto delle posizioni emerse” dopo la bocciatura della Carta da parte degli elettori francesi e olandesi; ma esistono anche “acquisizioni imprescindibili” e “fra queste c’è la Carta dei diritti fondamentali”, che assegna diritti e doveri ai cittadini dell’Unione. Secondo la commissaria svedese, “l’attenzione va posta sulla forma e la lunghezza del testo: dobbiamo renderlo leggibile e accessibile a tutti”. “Poi – aggiunge – occorrerà spiegare ai cittadini la necessità di un nuovo Trattato, che rafforza la democrazia, conferisce all’Ue la capacità di agire e di rispondere alle esigenze concrete delle persone”. LE VOCI DEI PARLAMENTARI. Pieno sostegno agli sforzi della presidenza di turno tedesca in vista del summit e della Conferenza intergovernativa che dovrà modificare il trattato-base dell’Ue: è quanto ha espresso ENRIQUE BARÓN CRESPO , uno degli estensori della relazione che ha dato il via alla discussione in aula. Il deputato spagnolo ha suggerito che “la revisione del trattato prenda in considerazione le nuove tematiche emerse durante il periodo di riflessione: cambiamenti climatici, lotta al terrorismo, coesione sociale, dialogo interculturale…”. ELMAR BROK , rappresentante tedesco, ha difeso “l’estensione delle decisioni da prendere a maggioranza” e riaffermato che “la Carta dei diritti fondamentali rappresenta una parte irrinunciabile del trattato”. L’inglese ANDREW DUFF affida le sue speranze per una Costituzione “rivisitata e migliorata” nell’azione del nuovo presidente francese Nicolas Sarkozy e del futuro premier britannico Gordon Brown. Il francese FRANCIS WURTZ chiede “un dibattito pubblico e aperto su cosa deve cambiare negli orientamenti e nella struttura dell’Unione” e un referendum conclusivo per ratificare il futuro trattato.