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Sulla dignità umana

Europa: il fondamento della sua costruzione nel dialogo Chiese – Ue

Per la terza volta dall’entrata in carica dell’attuale Commissione Europea, si è tenuto un incontro tra il presidente della Commissione José Manuel Barroso e alcuni rappresentanti della Chiesa e funzionari religiosi. Tale incontro, presieduto da Barroso, si è svolto il 15 maggio e ha segnato una nuova tappa nello sviluppo di un dialogo a questo livello tra le Chiese, le comunità di fede e l’Unione europea. Il fattore nuovo è stata la partecipazione del presidente in carica del Consiglio europeo, Angela Merkel, e del presidente del Parlamento europeo, Hans-Gert Pöttering. Si prevede il proseguimento di tali incontri, come ricordato da Angela Merkel e da Hans-Gert Pöttering durante la conferenza stampa conclusiva. Un altro incontro allo stesso livello è previsto sotto la presidenza slovacca, nel primo semestre del 2008.”Un’Europa cotruita sulla dignità umana” è stato il tema proposto per l’incontro. La scelta non era stata lasciata al caso. La dignità umana è in effetti il primo valore dell’Unione Europea, riportato all’articolo 2 del Trattato costituzionale. Anche l’articolo 1 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea afferma l’inviolabilità della dignità umana e precisa che essa deve essere rispettata e protetta. I partecipanti sono stati invitati a studiare l’argomento del giorno con l’aiuto di tre interrogativi: le sue implicazioni sulle politiche interne dell’Unione, le sue conseguenze nei settori della politica estera dell’Unione e il ruolo della tolleranza come chiave di volta dell’attuazione di un sistema di valori in una società multiculturale. La presenza dei tre presidenti e di cinque membri della Commissione europea ha rappresentato il riconoscimento dell’incapacità della politica di produrre autonomamente i valori – o l’afflato necessario a dar vita ai valori – da cui dipende la vitalità tanto della politica quanto della società. Le questioni sulle quali questi responsabili del buon governo dell’Europa si sono confrontati rivelano l’utilità della consultazione e del dialogo con i rappresentanti religiosi.Se per molti questa evoluzione a livello dell’interfaccia tra fede religiosa e politica testimonia lo sviluppo dell’autointegrazione dell’Unione e il fatto che essa sia ben accolta da numerosi cittadini, per altri è fonte di dubbi. Alcuni, che hanno subito nella loro storia recente la manipolazione e la violazione dei diritti dell’uomo e delle libertà, temono ora lo spettro della manipolazione da parte del mondo politico. Altri, per i quali la religione non deve mai allontanarsi dalla sfera strettamente personale e privata, considerano tali discussioni intollerabili. Le due tendenze devono imparare a fare affidamento sul quadro di dialogo trasparente fornito dal progetto europeo: un sistema democratico, sostenuto dallo Stato di diritto, e un forte attaccamento ai valori dell’uomo e alla trasparenza. Questi elementi di base, oltre al sostegno convinto all’Unione Europea e ai valori definiti all’articolo 2 del Trattato del 2004, non lasciano spazio a paure, dubbi o sospetti. La nuova qualità delle realizzazioni europee, tanto a livello metodologico quanto a livello dell’immenso corpus delle sue politiche, deve essere fonte di fierezza e di speranza per tutti gli europei. E’ chiaramente necessaria la vigilanza di tutti per perseguire tale sviluppo qualitativo. Le Chiese e le comunità di fede, riconoscendo l’importanza delle realizzazioni europee, procederanno ad un dialogo costruttivo e, quando necessario, critico con l’Unione europea a tutti i livelli possibili per promuovere politiche comunitarie che favoriscano e proteggano la dignità umana.