Stato e Chiesa nei Paesi post-comunisti

Nei giorni scorsi i cardinali e i presidenti delle Conferenze episcopali dell’Europa centrale – Repubblica Ceca, Croazia, Ungheria, Slovacchia e Slovenia – si sono incontrati a Praga per un incontro di due giorni dedicato alla discussione dell’esperienza del rapporto tra Stato e Chiesa nei Paesi post-comunisti. All’inizio del meeting i partecipanti hanno illustrato la situazione dei singoli Paesi. Il card. Miloslav Vlk, arcivescovo di Praga, ha ricordato l’evento analogo, svoltosi nel 1990 a Varsavia e ha aggiunto: “Oggi, a 17 anni di distanza, intendiamo confrontare nuovamente la situazione e cercare altri modi di risolvere problemi simili che stiamo incontrando”. Mons. Jan Graubner, arcivescovo di Olomouc e presidente della Conferenza episcopale Ceca, ha rievocato le Giornate mitteleuropee nel 2003-2004 in cui i fedeli di otto Paesi avevano scambiato le rispettive esperienze e ha auspicato la prosecuzione di questa cooperazione. All’incontro hanno preso parte, tra gli altri, il card. Peter Erdo, presidente della Conferenza episcopale dell’Ungheria e presidente del Consiglio delle Conferenze Episcopali d’Europa (Ccee), il card. Josip Bozanic, presidente della Conferenza episcopale della Croazia e vicepresidente del Ccee, mons. Frantisek Tondra, presidente della Conferenza episcopale della Slovacchia e mons. Alojzij Uran, presidente della Conferenza episcopale della Slovenia. L’assenza dei rappresentanti polacchi era dovuta alla festività della festa di Maria Regina della Polonia all’inizio della plenaria della Conferenza episcopale polacca. I vescovi, sul tema dell’incontro, hanno riconosciuto alcune analogie nelle diverse situazioni della Chiesa e dei media dei rispettivi Paesi, concordando sul fatto che non occorre rispondere a tutti gli attacchi e le accuse in quanto ciò non serve altro che a pubblicizzarli ulteriormente. I media cattolici, il cui numero è in crescita, sono stati chiamati a una maggiore incisività e a una più vasta diffusione.