FAMIGLIA
“Quest’iniziativa s’inserisce con forza in un grande movimento europeo di popolo; negli ultimi anni sono state organizzate in Europa dalle associazioni familiari cinque manifestazioni: in Belgio, Portogallo, due in Spagna e recentemente in Francia. Tutte convocate, pur nelle differenze nazionali, sull’onda dell’impegno per la vita, la famiglia, la libertà d’educazione e per rivendicare un maggior impegno a favore dei nuclei familiari. Questo è il nostro modo di stare in Europa, nell’Europa delle profonde ed inestirpabili radici cristiane”. Con queste parole Savino Pezzotta, portavoce del Family Day, ha chiuso il 12 maggio a Roma (Italia) la grande manifestazione “per la famiglia” promossa congiuntamente dal Forum delle associazioni familiari e dal “Comitato laico in difesa della famiglia”, che ha portato in piazza San Giovanni oltre un milione di persone. “Vogliamo fare della famiglia una causa nazionale. Siamo qui – ha detto ancora Pezzotta – per affermare che la famiglia è il nocciolo costitutivo della società, costruito attorno ad un rapporto, il più possibilmente stabile, di coppia e cioè di un uomo e una donna. Sostenere che la famiglia è una società naturale fondata sul matrimonio e non solo sul rapporto affettivo o d’interessi tra un uomo e una donna o tra persone omosessuali non è una questione confessionale” ha ribadito il portavoce auspicando “normative organiche per la famiglia” e la riforma “in profondità del nostro welfare ricentrato sulle esigenze della famiglia”. L’altro portavoce del Family Day, Eugenia Roccella, ha precisato che “non siamo qui a esibire le nostre famiglie. Noi non diciamo che chi non si sposa non sia famiglia: lo è certamente sul piano degli affetti. Ma la famiglia, così come la riconosce la nostra Costituzione, si fonda sul matrimonio, cioè su un impegno forte di durata, basato sui doveri reciproci e sulle garanzie per le parti più deboli, in primo luogo. Agli impegni presi con il matrimonio non ci si può sottrarre con facilità: le responsabilità restano, coniugi e figli hanno diritti incancellabili, anche quando il matrimonio si rompe. Il resto, le unioni di fatto, le convivenze, l’amore in tutte le sue mille forme precarie o durature, sono storie di individui, regolate da diritti individuali”. Dal canto suo Giovanni Giacobbe, presidente nazionale del Forum delle associazioni familiari, ha ricordato che “le famiglie attendono dai legislatori e dai governanti un disegno organico di sostegno. Le politiche familiari si fanno non solo per le famiglie, ma con le famiglie per questo chiediamo al mondo della politica di mettersi in loro ascolto”. E proprio ieri dai vescovi della Provincia ecclesiastica di Madrid e dell’Andalusia, in vista delle elezioni comunali del prossimo 27 maggio in Spagna, è venuto il richiamo ad alcuni punti fermi per gli elettori. Tra questi, “la difesa della famiglia fondata sul matrimonio in quanto unione stabile tra un uomo ed una donna con l’apertura alla vita”.