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Dall’incontro ecumenico di Stoccarda
L’euro-scetticismo non rientra nel vocabolario del cristiano. Mentre la Costituzione europea è ferma al palo, un “sì” deciso all’Europa, avamposto di comunione tra i popoli, è arrivato dal popolo di Stoccarda, oltre 10mila persone, rappresentanti di 240 tra movimenti e nuove comunità cristiane – cattolici, evangelici, luterani, ortodossi ed anglicani – riuniti sabato 12 maggio per la seconda edizione (la prima si è svolta nel 2004) di “Insieme per l’Europa”. “Le nostre diversità – si legge nel messaggio finale – rappresentano una ricchezza, e non un motivo di paura o di separazione”. L’auspicio che l’incontro porti ad un rafforzamento del “desiderio di comunione” e “contribuisca a sciogliere pregiudizi, a superare nazionalismi e barriere storiche” è stato espresso nel messaggio inviato a Stoccarda da BENEDETTO XVI. Il patriarca di Costantinopoli, BARTOLOMEO I , ha parlato di opportunità offerta “a tutte le confessioni cristiane di rendere testimonianza della speranza che è in esse”. Per ROWAN WILLIAMS, arcivescovo di Canterbury, tra le maggiori sfide dell’Europa vi sono “la stabilità spirituale” e la ricerca di “un centro di visione comune da cui guardare il continente”. IL DIALOGO ECUMENICO, GARANZIA DI PACE. C’è una responsabilità per i cristiani d’Europa che nasce dal dono del Vangelo. “Dio ha un sogno e voi siete parte di questo sogno. Il Vangelo dà slancio e speranza: di questo abbiamo bisogno in Europa”, ha esortato il card. WALTER KASPER , presidente del Pontifico Consiglio per l’unità dei cristiani. Citando Giovanni Paolo II ed il suo invito ad una “spiritualità della comunione”, il card. Kasper ha sottolineato come i movimenti e le comunità delle diverse confessioni cristiane rappresentino una nuova possibilità per dare volto a quest’unità, che è anche “garanzia di pace, e non solo per l’Europa”. DA STOCCARDA A SIBIU. Parole di incoraggiamento sono arrivate anche dal pastore JEAN-ARNOLD DE CLERMONT , presidente del Kek (Conferenza delle Chiese europee). “Il nostro – ha ricordato – è un progetto grande: fare della fede cristiana una delle colonne edificatrici di un Continente più pacifico e giusto”. L’esperienza di Stoccarda si colloca così in perfetta continuità con il tema – “La luce di Cristo brilla per tutti” – scelto per la 3ª Assemblea ecumenica europea che si terrà a Sibiu, in Romania, a settembre. “Vi invito a manifestare questa luce con la vita, senza dimenticare i poveri, gli immigrati, i prigionieri, i disabili – ha sottolineato de Clermont -. Facciamo dell’Europa una terra di accoglienza e libertà. Guardiamo dritto al nostro mondo, per comunicargli la nostra speranza e la forza che nasce dalla nostra preghiera”. PER UNA CULTURA DI COMUNIONE. Anche se il mondo pare immerso nella “notte” dei valori, costruire una cultura di comunione è possibile, a patto che si proceda insieme. Lo ha ricordato CHIARA LUBICH una delle principali fautrici del percorso di “Insieme per l’Europa”, nel messaggio affidato a Bruna Tommasi (la fondatrice dei Focolari non ha potuto essere presente a Stoccarda per motivi di salute). “Dio sembra non essere più, soprattutto per noi in Europa, l’interlocutore cui rivolgersi per risolvere i problemi che ci stanno a cuore – ha osservato -. Dio, invece, non è assente dalla storia. Ogni movimento è una risposta alla notte collettiva che domina il mondo. Ogni cristiano può portare un contributo suo tipico ad una cultura di comunione… E maggiore sarà la sua efficacia se lavora insieme con altri, riuniti nel nome di Cristo”. UNA “VISIONE” PER CUI SPENDERSI. “Qualcuno lamenta che, in questo nostro tempo, mancano visioni per cui spendersi. Ma non è vero. Forse non si vedono, perché camminiamo con gli occhi bassi”, ha evidenziato ANDREA RICCARDI della Comunità di S. Egidio. “Se le istituzioni sono rigide, se i processi ritardano, se i politici esitano – ha aggiunto – noi, cristiani europei, dobbiamo avere il coraggio di promuovere un comune sentimento europeo, che diventi una corrente vitale tra i nostri concittadini, cristiani e non cristiani, credenti o non credenti”. SEI “SÌ” PER IL FUTURO DELL’EUROPA. Dal desiderio di mostrare ” i frutti delle radici cristiane dell’Europa” parte il Messaggio che il popolo di Stoccarda rilancia ai cittadini europei. Sono i giovani a proclamare a nome di tutti i presenti sei “sì”, sei fronti di testimonianza per la nuova Europa. Sì alla vita, con l’impegno di difenderne “la dignità inviolabile in tutte le sue fasi, dal concepimento alla conclusione naturale”. Sì alla famiglia “legata da un patto indissolubile di amore fra uomo e donna, fondamento per una società solidale ed aperta al futuro”. Sì al Creato, “da tutelare con rispettoso impegno per le generazioni future”. Sì ad un’economia equa e alla solidarietà con i poveri, con un appello ai governi e all’Unione europea di “impegnarsi con decisione per lo sviluppo dei paesi svantaggiati, in particolare dell’Africa”. Sì alla pace e alla responsabilità verso la società, “affinché le città diventino luoghi di solidarietà e accoglienza a persone di origini e culture diverse”.